Valutazione posturale e biomeccanica: cosa fare e quando

La visita posturale e’ un’altra fase importantissima del nostro “check up”.

La valutazione della parte “meccanica” del nostro fisico è fondamentale soprattutto a livello di prevenzione.

Sovraccarichi funzionali, contratture, infiammazioni tendinee e stress meccanici portano il nostro fisico ad adattamenti continui.

L’atleta continua a pedalare, gareggiare ed allenarsi senza far caso a piccole alterazioni articolari e muscolari che causano, con il passare del tempo, importanti squilibri.

Il consulto di un terapista qualificato è di fondamentale importanza sia per una prima valutazione, che per una costante assistenza durante tutta la stagione.

Una corretta analisi inizia dalla “posizione ortostatica” (posizione eretta); partendo dallo studio delle curve anatomiche della colonna, si passa all’analisi di tutte le strutture articolari, della loro funzionalità e dei rapporti tra i diversi distretti muscolari e corporei.

Qualsiasi alterazione o squilibrio deve essere preso in completo esame, per stabilirne le cause e successivamente, insieme al preparatore, sviluppare un programma di recupero (ginnastica posturale).

Nel caso in cui vengano riscontrati traumi articolari o deficit molto importanti, prima di partire con l’attività sportiva, sarà fondamentale valutare il tipo di terapia necessaria.

Caso molto frequente nel ciclista è l’ipertrofia dei muscoli di una gamba (muscolatura più sviluppata di un arto rispetto all’altro) che, oltre a causare differenze della spinta sui pedali, a carichi elevati e con il passare del tempo può causare un conflitto della rotula sui condili, con successiva alterazione della funzionalità articolare.

Massima funzionalità e prevenzione sono quindi i due aspetti fondamentali legati ad una completa visita posturale.

Ultimo importante aspetto è il controllo biomeccanico.

La biomeccanica è la scienza che studia l’interazione tra uomo e macchina, dove, nel nostro caso la “bicicletta”.

Molti ciclisti pensano che tale valutazione sia necessaria solo a professionisti o amatori evoluti, ma una corretta posizione sul mezzo è fondamentale per qualsiasi praticante.

Anzi è proprio il neofita o comunque lo sportivo amatoriale (che spesso inizia la propria attività in età adulta) che deve valutare bene come il proprio fisico vada “misurato” e quindi adattato alla bicicletta: solo un lavoro completo e professionale eviterà l’insorgere di fastidiose complicanze che possono portare ad infiammazioni articolari, algie muscolari o traumi.

Una corretta posizione, quindi, non deve portare benefici unicamente da un punto di vista prestazionale, ma DEVE evitare pericolosi carichi articolari, muscolari e funzionali.

Se andiamo ad analizzare attentamente il movimento della pedalata e pensiamo a quante volte in una normale uscita riusciamo a compierlo, possiamo capire quanto è importante una posizione corretta che ci permette di ottimizzare al massimo il gesto atletico.

Le metodiche e le teorie legate alla valutazione biomeccanica sono molte, alcune correlate a studi per la realizzazione di validi software applicativi.

Unico limite dei programmi e degli studi attuali sta nell’esame e utilizzo di parametri “standard” come la misurazione degli arti superiori, del cavallo, del piede, ecc.

Vengono considerate solo variabili “anatomiche pure”, e non vengono associate altre valutazioni per completare l’analisi “globale” dell’atleta.

Analizzare solo queste variabili porta alla definizione di una posizione “scientifica e matematica”, probabilmente ottima a livello TEORICO prestativo, che non può essere però considerata la migliore a livello funzionale.

Se non vengono considerati importanti fattori come quello muscolare, posturale e fisiologico, non potremo trovare una posizione che sia al tempo stesso performante e funzionale.

Due ciclisti che hanno stesse misure anatomiche possono presentare differenze enormi dal punto di vista dell’elasticità muscolare, della postura o dei range articolari.

A livello motorio, ogni atleta adatta le proprie posture (sia statiche che dinamiche) in relazione ad esigenze funzionali, per ottimizzare, economizzare e migliorare il rendimento.

Tale adattamento avviene anche con FUNZIONE antalgica o di compensazione, nel caso di asimmetrie, limitazioni articolari o muscolari.

L’analisi POSTURALE è quindi OBIETTIVO primario anche per l’analisi biomeccanica per stabilire la funzionalità, l’equilibrio e l’adattamento di tutte le catene cinetiche muscolari.

Se non avete mai effettuato un posizionamento biomeccanico, ritengo sia molto utile consultare un Centro qualificato, e, prima di cominciare la preparazione,  effettuare i dovuti adattamenti alla posizione in sella, oltre a valutare le corrette misure della bicicletta.

Partendo dal lavoro di potenziamento invernale, tutta la preparazione deve essere svolta con una posizione ottimale, che non dovrà essere modificata durante il corso della stagione.

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Saverio Ottolini

Preparatore atletico, specializzato in valutazione funzionale, fisiologia sportiva e recupero funzionale motorio nel suo centro di preparazione atletica Sport Attitude di Verbania ha preparato diversi campioni italiani del XC, Gran Fondo ed Enduro.

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