SPD Shimano

SPD versus pedali flat

Gli SPD di Shimano compiono quest’anno i 25 anni.

L’occasione é certamente importante e Shimano non ha esitato a celebrare il successo con una imponente campagna pubblicitaria.

Per chi non masticasse tutti i giorni sigle per SPD intendiamo i pedali a sgancio rapido.

Nonostante 25 anni di storia (e forse di gloria) e l’adozione pressoche totale dello standard SPD da parte dei biker tra gli argomenti più gettonati in rete resta “Meglio SPD o FLAT”.

La questione non é assolutamente banale vista l’introduzione di due elementi importanti che hanno mosso il mercato negli ultimi anni che sono l’ascesa delle bici da Enduro e l’invenzione delle scarpe Five Ten.

Ecco quindi che la questione della “tecnica da pedalata” per un biker è un dibattito sempre aperto ed acceso.

Ci sono scuole di pensiero che suggeriscono stili sia di movimento che di tipologia di pedale da utilizzare.

Molti biker, soprattutto gli enduristi, preferiscono sentire il piede libero per ragioni di sicurezza e quindi affrontano sia escursioni che gare con i pedali FLAT, altri invece sentono la scarpa troppo mobile se solamente appoggiata al pedale e preferiscono quelli A SGANCIO RAPIDO o SPD per capirci meglio.

Questi ultimi modelli consentono un movimento pieno e rotondo, mentre quelli FLAT necessitano di movimenti di spinta verso il basso, per non far mai staccare completamente il piede dal pedale.

Pedali SPD contro pedali flat – L’esperimento in un video

Il video che andiamo a mostrare non é nuovo e molti sicuramente l’hanno già visto.

Si tratta di un esperimento basato su un unico atleta professionista, interagendo con uno dei più importanti laboratori scientifici sportivi presso l’Università di Bath, nel Regno Unito.

Va sottolineato che non si tratta di un esperimento con valenza scientifica al 100% poiché il test viene effettuato su un unico individuo e per una prova “doppia” ma unica nel suo genere, che non verrà ripetuta.

Lo scopo di questo articolo é fornire una traduzione sommaria dell’esperimento in maniera da facilitarne la comprensione.

Quindi prima guarda il video e poi leggi la traduzione che ti abbiamo preparato.

Attenzione quella che segue é una traduzione sommaria

Parametri registrati durante l’esperimento

Detto questo, però, i parametri che vengono calcolati durante l’esperimento sono di tutto rispetto:

  • Frequenza cardiaca dell’atleta, media, ma anche negli ultimi minuti di corsa
  • Richiesta di ossigeno da parte dell’atleta durante la respirazione degli ultimi tre minuti di corsa
  • Concentrazione di lattato nel sangue (tramite prelievo capillare)

Altro parametro importante: immediatamente dopo la corsa, l’atleta dovrà classificare la sensazione di sforzo effettuato.

Ipotesi di pedalata migliore

L’esperimento vuole stabilire se la pedalata con movimento rotondo con pedali a SGANCIO RAPIDO sia più efficace di quella a spinta con i pedali FLAT.

Si parte dall’ipotesi che la pedalata mediante un movimento rotatorio a cerchio è più efficiente rispetto ad una semplice spinta verso il basso. Per verificarlo, l’atleta viene inserito in un ambiente controllato, su tapis roulant al di sopra di una bicicletta, la prima volta con i pedali a SGANCIO RAPIDO con movimenti rotatori, e la seconda volta con i pedali FLAT.

La velocità è chiaramente la stessa per le due sessioni di test: 20 km/h e anche la pendenza del 6% rimane invariata.
L’istruttore nota che l’atleta, dopo poco più di un minuto dall’inizio della prima sessione, presenta una frequenza cardiaca di 168 battiti al minuto, con uno sforzo di circa 300 watt. 

Alla fine della prima sessione, rilevati tutti i parametri precedentemente stabiliti, il ciclista si reidrata e si riposa per qualche minuto, in modo da recuperare pienamente fiato e forze, altrimenti il secondo test non sarebbe rilevante.

Vengono quindi cambiati e ricalibrati i pedali, da quelli a SGANCIO RAPIDO a quelli di tipo FLAT.

Il movimento di pedalata diventa quindi con spinta verso il basso.

L’allenatore vede l’atleta visibilmente più in difficoltà rispetto a prima, vedi i movimenti meno fluidi, ma aspetta a pronunciarsi per vedere i numeri a confronto.

I perché del tapis roulant

Nel frattempo, ci si pone una domanda fondamentale: come è possibile che si riesca a percepire la fatica di una salita al di sopra di un tapis roulant che ha una sede fissa e non va da nessuna parte, e ci si sente stanchi pur non guadagnando alcuna energia potenziale?

Fortunatamente la risposta a questa particolare domanda riesce a fornirla uno studioso dell’Università di Bath, il quale spiega brevemente che con il tappeto si riescono ad emulare efficacemente e in un ambiente controllato sia la velocità che l’inclinazione del piano senza apportare modifiche all’ambiente circostante, e quindi i risultati possono essere confrontati formulando anche una tesi a compimento dell’esperimento.

Cosa dicono i risultati

Terminata la seconda sessione di prova, tutti i parametri sono stati registrati e quindi possiamo far parlare direttamente i numeri.

  • Simon, il ciclista, ha valutato la percezione dello sforzo con un numero pari a 13 durante la prima sessione, e 15 durante la seconda
  • La frequenza cardiaca media nel corso dell’ultimo minuto di corsa è stata di 175 con lo SGANCIO RAPIDO, e di 180 per il pedale FLAT
  • Sorprendentemente, andando a confrontare il lattato nel sangue, il risultato pare lo stesso: 3,1 millimoli/dL
  • In termini di analisi della richiesta di ossigeno durante lo sforzo, l’indice registrato nel corso degli ultimi tre minuti di corsa appare leggermente diverso, ovvero 53 ml/kg al minuto per lo SGANCIO RAPIDO e 51 per il pedale FLAT

In sostanza, i risultati hanno ribaltato l’ipotesi iniziale: sono il contrario di quello che l’atleta si aspettava, ovvero la pedalata FLAT sembra più efficace di quella con movimento circolare.

Una volta comunicato il risultato a Simon, un’espressione di sorpresa appare sul suo volto: esattamente il contrario di quello che voleva dimostrare! Del resto, la sua sensazione personale, mentre pedalava con i FLAT, era quella di un continuo scivolamento della scarpa dal pedale. Cosa che, del resto, non è mai avvenuta, e quindi per tutti i ciclisti che non hanno questo tipo di sensazione problematica, probabilmente il pedale FLAT sarà la scelta migliore.
Ci sono atleti che giurano e spergiurano che senza un pedale a SGANCIO RAPIDO non riuscirebbero nemmeno a salire la rampa del garage!
Ed altri che invece temono la sensazione di avere i piedi incollati al pedale, soprattutto durante le discese.

Tu cosa ne pensi del video che hai visto?
Che tipo di pedali usi e perché?

Grazie per il tuo contributo.

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Michele

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1 commento
  1. Alessandro Siriano
    Alessandro Siriano dice:

    Ciao Michele. Anch’io sono un fedele seguace del sistema SPD, anche quando affronto tratti enduristici. Ma sono mentalmente aperto al flat. Non ha caso ho nel box di casa una coppia di pedali flat nuovi di pacca pronti per essere montati. Il punto è che posticipo questa decisione ad ogni uscita tant’è che ormai giacciono nella loro confezione ormai da un anno!! Giuro che li proverò e ti farò sapere le mie impressioni. Un saluto.

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