La sicurezza in MTB non é un optional

Primo_soccorso_MTBQuantdo ti compri un bel casco e magari anche le ginocchiere ti sembra che la sicurezza in MTB sia un tema risolto.

Purtroppo non é così. Non voglio fare un post drammatico ma recenti titoli di giornale mi hanno fatto molto riflettere sulla situazione. Ecco un paio di esempi che hanno risvegliato la mia attenzione come Ragazzino Ferito in MTBPadre e figlio si perdono in MTB

Ho pensato di fare una lista di "comandamenti" della sicurezza. Una lista di cose che dovrati sempre tenere a mente e che hanno poco a che fare con caschi o guanti alla moda.

1. Dì a qualcuno dove vai in MTB

Questo é davvero fondamentale. Tante volte dico a mia moglie che vado a fare un giro. Poi da quando ho visto il film 127 ore le dico esattamente dove vado. Il film, tratto da una storia vera, racconta di un giovane caduto in un crepaccio e rimasto lì dentro per ben 127 ore. Più di 5 giorni. Non ti racconto come se l'é cavata altrimenti ti rovino il film se non l'hai visto ma credimi che dopo che l'avrai visto dirai a tutti anche che vai in bagno.

2. Esci in MTB con un amico

Per chi non ha un gruppo con cui uscire alla domenica questa può essere una vera avventura ossia trovare una persona che fa un giro con te. Per fortuna il mio amico Andrea Paoloni ha creato Il salotto delle ruote grasse dove far incontrare biker single. Single nel senso di solitari nei propri giri. Fai un giro nel suo sito. Oltre a far amicizia sarai anche più sicuro.

3. Portati un kit da pronto soccorso

Abbiamo sempre gli accessori più fighi ma se frughiamo dentro gli zainetti dei biker più esperti raramente troviamo un kit di pronto soccorso. Costa una stupidaggine e ti può salvare la vita. Puoi ordinarne uno nel link seguente se ti va

First Aid Kit

4. Vestiti in maniera appropriata

Potresti trovarti in situazioni in cui lo sbalzo termico può essere importante. Dai importanza al tuo abbigliamento allo stesso livello del set-up della tua MTB. Inoltre ricordati di avere con te un giubbino ad alta visibilità (quelli gialli per capirci). Potresti averne bisogno se rincasi tardi o se ti trovi nel mezzo di un acquazzone.

5. Portati una mappa o un GPS

Il bello della MTB é senz'altro l'esplorazione. Se decidi di affrontare percorsi che non conosci cerca almeno di scaricarti la traccia sul cellulare o sul GPS oppure più semplicemente di avere una mappa della zona. Ho recentemente scoperto queste mappe Super Trail Map e a mio parere oltre ad essere fatte da Dio sono anche plastificate e quindi lavabili. Valuta di prenderne qualcuna se frequenti i posti proposti da queste mappe. Altrimenti ci sono le classiche Kompass che le trovi ovunque.

6. Porta un cellulare (carico)

Ormai con il cellulare andiamo anche in doccia. Per questo non te la meno tanto. Il problema é che i nostri Smartphone si scaricano alla velocità della luce se decidiamo di tracciare il percorso. Per questo ti suggerisco di prenderti un bel Battery Pack. Posso assicurarti che ne vale la pena. Se poi sei un perfezionista portati anche una SIM di un altro operatore che abitualmente non usi. Le compagnie telefoniche possono una diversa ricezione del segnale ed avere una alternativa in alcuni casi può salvarti la vita.

7. Rispetta la natura

Non tutti gli animaletti del bosco sono carini e simpatici. Non tutti i terreni sono battuti. Cerca di correre su single track già tracciati. Buttarsi a capofitto in un bosco potrebbe non essere una buona idea.

8. Conosci i tuoi limiti

Ti sei mai trovato in una valle con le batterie delle gambe scariche? Peccato che nei posti che frequentiamo come biker non passino tram ogni 20 minuti. Dose le forze se vuoi tornare a casa.

9. L'udito é importante

Quando vedo un biker con le cuffiette mi viene la pelle d'oca. A differenza della corsa a piedi la MTB richiede molta attenzione. In Mountain Bike se non stai attento puoi veramente farti molto male ma anche far male ad altre persone. Attenzione quindi.

10. Percorri sentieri facili da trovare

Fare sentieri che conosci solo tu non é una ottima idea se vai in giro da solo.

……..Ed infine un comandamento BONUS……….

11. Fai un corso di primo soccorso.

Io alzo le mani e ammetto di essere il primo impreparato della classe. Mi prometto di farlo quanto prima.

Adesso vorrei sapere cosa ne pensi di questo post. Hai trovato qualche ispirazione? Qualche link che ti ho proposto ti é stato utile?

Se vuoi dare il tuo contributo per scrivere altri comandamenti o per perfezionare quelli che ho già scritto ti sarò molto grato. Buone pedalate.

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Michele Zanchin

Michele Zanchin

Classe 1976, sono un grande appassionato di Mountain Bike da oltre un quarto di secolo. Sono papà di due bellissime bambine, marito e manager. Mi piace il mondo della MTB con un particolare sguardo agli aspetti tecnici senza tuttavia esagerare. Gli articoli che troverai sono frutto di ricerche personali e di consulenze con affermati professionisti. Se lasci la tua email potrai ricevere newsletter con consigli da un appassionato come te.
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25 commenti su “La sicurezza in MTB non é un optional”

  1. Tutti questi consigli e avvertimenti sono da considerare. Vali quanto una Guida esperta. Trovo molto utili e belle le Super Trail Maps!

  2. In MTB ssere almeno in 3 : uno che assiste il ferito e uno che va a ricevere i socorritori in un punto da questi facimente identificabile
    ( possibilmente con mappa su cui è segnata la posizione del ferito) .
    Parlo per esperienza personale : rottura di un femore in zona impervia nei boschi con temperatura – 5 ; sono stato soccorso in meno di mezz’ ora , non avrei potuto resistere ore , molto spesso il tempismo è determinante .
    Fabio

  3. a proposito di batterie x le gambe,mi è capitato di trovarmi in fondo a una valle boscosa senza “benzina” e non è bello se poi non è estate e si sta facendo tardi,x fortuna non ero solo e l’amico mi ha tirato fuori con le sue scorte di gel,ho imparato a portarle sempore ora,ma ho imparato anche un’altra cosa,trovando troppo spesso in giro cartacce di barrette e gel vari seminate ovunque da alcune e non poche TESTE DI CAZZO che è possibile evitare di sporcare,a parte il buon senso,anche non usando que

    i prodotti confezionati e costosi e cosi mi sono inventato una vera bomba energetica economica e gustosa che mi porto in un barattolino col tappo a vite che riesco ad aprire e chiudere con una mano mentre guido come se bevessi dalla borraccia e si tratta di una misciela si uvapassa e fretta secca tipo pinoli o noci o nocciole o mandorle a scelta o piacimento, all’insegna della poca spesa-molta resa ed ecologia…provate x credere

  4. condivido in pieno tutti questi consigli,la sicurezza al primo posto x perpetuare il piacere di uscire in bici,in giugnio mi son rotto clavicola e vertebra con ovvia conseguenza di lunga immobilità,e x fortuna comunque non permanente,trovo assolutamente stupido e fuori luogo l’utilizzo di cuffie musicali sopratutto x le ruote grasse,oltre a esser pericolose distraggono mentalmente dall’ascolto del contesto naturale dei posti spettacolarmente magici in cui ci si trova e sopratutto dall’ascolto di se stessi poichè per me pedalare e faticare superando ostacoli,salite,caldo,freddo,ecc,non è solo sport e tecnica e prestazione ma anzi è sopratutto occasione di meditazione anti stres armoia ricerca di equilibrio interiore…forse son troppo spirituale? bè scegliete voi,vi consiglio di provare e usare le cuffiette con la ciclett in casa davanti alla finestra sognando di esser altrove,quando siete fuori non sognate ma ASCOLTETE, ciao !

  5. tutto giusto…..io nello zaino tengo anche forcellino maglia di giunzione una decina di maglie di catena toppe camera d’aria bomboletta 1 litro d’acqua gel e barrette ( molto utili spece nella stagione fredda ).Ciao e buone pedalate a tutti!

  6. Condivido in pieno su tutto Michele, importantissima anche l’alimentazione in particolar modo se si fanno uscite lunghe in zone di montagna, quindi portarsi via barrette, gel, sali, anche in più del necessario, non si sa mai. Inoltre sono assolutamente d’accordo sul fatto di non usare le cuffiette per ascoltare musica, pur essendo io musicista trovo altamente deconcentrante l’utilizzo di ipod e simili, anche a volume basso tolgono la concentrazione che dev’essere al 100 % sul tracciato che percorriamo.

  7. Ottimi consigli. Ricordo di portarsi sempre un paio di camere d’ aria di scorta. A volte si puo’ bucare piu’ di una volta e se si fa sera è meglio rientrare prima possibile.

    Luca

  8. Ciao Michele mi fa piacere che hai tirato fuori questo argomento secondo me molto importante….. Io faccio parte dei volontari della croce rossa del mio paese e vado in ricerca di persone che si perdono…… Hai toccato dei ottimi punti molto importanti che ha volte si dimentica quando si esce x un giro in mtb

  9. Condivido pienamente tutti i suggerimenti, anche se il più delle volte vado solo, mia moglie, mi chiede sempre dove vado e quanto prevedo di impiegarci e di inviarle ogni tanto un messaggio.
    Oltre alla MTB pratico un po’ tutte le attività della montagna (alpinismo, scialpinismo, arrampicata…)pertanto ho l’abitudine a seguire questi 10 punti molto importanti per la nostra sicurezza. Mi ha fatto particolarmente piacere leggere il punto 9, oltre a quanto hai indicato, è bello imparare ad ascoltare la natura ed il silenzio.

  10. ti ringrazio per i tuoi utilissimi consigli!
    anche io opterei per, almeno, la bevanda isotonica
    voglio però essere una voce fuori dal coro solo per una cosa sola…faccio una piccola premessa…di secondo lavoro faccio il musicista (batterista), che c’entra?…ebbene si! io sono uno di quelli però credo solo che, come tutte le cose, bisogna saperle usare!
    1) di certo nol le metto “a mazzetta” nelle orecchie. un volume normale ti permette tranquillamente di sentire tutto
    2) uso quelle di tipo aperto. per capirsi non quelle che entrano nel condotto auricolare
    purtoppo mi capita spesso di uscire da solo e sentire un po di musica non credo faccia male
    per tutto il resto sono più che attrezzato!

    • scusate…volevo aggiungere che le cuffie sono quelle collegate al telefono ovviamente…quindi hanno anche una doppia funzione
      non vi rompo più le scatole!

  11. parole sacrosante…io sono un free-dog… finora me la sono sempre cavata,ma il cellulare e dire esattamente dove si va’ oltre il kit, credo sia fondamentale.

  12. Sono consigli utili che andrebbero applicati sempre. Alcuni di questi punti credo di applicarli solo perchè negli anni li ho “assaggiati”. Esempio : cadere dopo un dosso e rimanere a terra dolorante, solo e in mezzo al bosco.
    Anch’io a questi punti aggiungerei : 12. portarsi acqua o bevande isotoniche piu del necessario e delle barrette o meglio, un bel panino.

  13. Tutto giusto ed è bene parlarne, non è mai abbastanza.
    A proposito di sicurezza vorrei sottolineare che le protezioni in commercio sono per la testa, il collo, ginocchia,tibbie,caviglie,gomiti. avambracci, anche,colonna,spalle, sterno, mani; ma nulla si crea per i femori che invece sono a rischio mortale.
    Ho subito una frattura multipla scomposta in bike un anno e mezzo fa al femore SX e ne avrò almeno ancora per una anno.
    I medici mi hanno detto che se lesionava l’arteria femorale poteva essere letale.
    Eppure basta cadere lateralmente ed il rischio è in agguato.
    Attenzione perciò.
    pb

  14. Concordo su tutto. Io ho sempre la luce posteriore montata sul canotto della sella e, nello zainetto, tengo il faro anteriore, che è più piccolo di una barretta. Pesa niente e può essere utilissimo come il giubbotto catarinfrangente.

  15. Anche io volevo ricordare di portare sempre con se una buona scorta di liquidi e barrette proteiche. ma per chi va da solo ed è in possesso di uno smartphone di scaricare queste applicazioni che in tempo reale condividono il percorso su facebook e quindi i tuoi amici possono vedere in qualunque momento dove ti trovi.

  16. Io, per ragioni di lavoro, esco sempre la sera. Alle sette, in questo periodo, comincia già il buio. A volte capita che il buio ti sorprenda. Per cui, se non si è usciti con il kit di luci, dovrebbe comunque essere installato il lampeggiante posteriore; bisognerebbe “decorare” il casco il reggisella e la piega sterzo con profili catarifrangenti (si possono ritagliare dai nastri adesivi bianco/rossi o giallo/neri che si trovano nei negozi dove vendono articoli sulla sicurezza); infilare sul polpaccio una fascia rifrangente (stesso negozio. In definitiva: bisogna farsi vedere!

  17. Dopo aver letto il tuo articolo, sono rimasto contento. Contento del fatto che non sono l’unico che la pensa così e applica già segue questi “comandamenti”. L’unica cosa che manca è il corso di primo soccorso, ma mi sono già iscritto e sono in attesa che inizi.
    Sicuramente hai illuminato molte persone che non immaginano nemmeno di poter incorrere in pericoli… loro sono Superman!!!!
    Saluti e continua così, sei un grande.

    PS: anche io non posso vedere quelli in MTB o Bici da STrada con le cuffiette e quando li incontro gli do uno scappellotto, tanto non se ne accorgono, non mi sentono arrivare… e poi quando si girano… vedono un ragazzone di 110Kg alto 1,90m, borbottano un po e poi si tolgono le cuffie.

  18. Ho letto il tuo articolo e per i bikers dovrebbe essere classificato come VANGELO! Unica lacuna, ma forse lo dai per scontato, portare con sé qualche barretta energetica e dei liquidi (almeno 1/2 litro) in barba al peso aggiuntivo, meglio se soluzioni ipertoniche. Saluti e ancora complimenti per la bella rivista!

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