Ruote Mountain Bike: le regole dell’upgrade

Ruote Mountain Bike: le regole dell’upgrade

Ruote mountain bike: perché preoccupano tanto i biker?

Le risposte dipendono dal tipo di disciplina che si pratica ma quasi sempre è legata al peso.

Le ruote incidono notevolmente sul peso della nostra bici.

Una ruota di primo montaggio sarà quasi sempre pesante e poco reattiva.

Spesso inoltre i nippli e i raggi non sono di buona qualità e richiedono molta più manutenzione per restare centrate.

Nelle discipline più gravity il problema si sposta sulla resistenza.

Spesso le ruote di serie su queste bici sono classificabili come ibridi; con cerchi da enduro  o mozzi da xc riadattati.

Anche i cuscinetti di serie sono spesso un problema, poco resistenti e di bassa qualità tendono a predere scorrevolezza quasi subito o a prendere del gioco.

Vi assicuro che mi è capitato di togliere da ruote cuscinetti che costavano 0,50 € l’uno.

Se esistono cuscinetti della stessa misura e forniti dalla stessa casa a 7 o 8 € ci sarà una differenza tra i primi e i secondi?

Ruote mountain bike: è necessario cambiare tutto?

Se le ruote con cui la bici viene fornita sono di livello base, è preferibile cambiare tutta la ruota piuttosto che pensare a un pezzo alla volta.

Se si pensa di voler sostituire cerchio e mozzo è sicuramente più economico comprare una ruota mountain bike già completa. Oltre a questo se si comprano mozzi e cerchi di case diverse è difficile calcolare correttamente i raggi e trovare la misura giusta.

Per questi calcoli, se si è molto precisi con il calibro, esistono alcuni programmi online per fare questi calcoli. Ad esempio quello offerto da Sapim (marchio molto famoso nel settore raggi). http://www.sapim.be/calcolatore-raggi

Altro caso in cui non si può fare a meno di comprare ruote complete è se si cercano ruote come le Crank Brothers; che presentano un incastro molto particolare dei raggi, non permettendo di montarle con raggi non suoi.

Ruote Mountain Bike Crank Brothers

Come sono le ruote per mountain bike con cerchio in carbonio?

Anche qui conviene sempre prendere le ruote complete in quanto richiedono una raggiatura e una tensione particolare.

Quando si parla di carbonio si pensa subito alla leggerezza, con le ruote non è questa la caratteristica principale. Molti cerchi in alluminio sono ancora più leggeri della gran parte dei cerchi in carbon da MTB.

Allora perché scegliere una ruota con carbonio? Sicuramente la reattività. Vi racconto la mia esperienza con gli ENVE da downhil. Questa è la casa che per prima ha portato sul mercato cerchi con questo materiale.

A differenza dei normali cerchi da dh la differenza che ho trovato è stato la loro capacità di assorbire urti e di galleggiare in modo più reattivo sulle pietraie. Devo dire che il peso non è così diverso da un cerchio in classico; per dare robustezza al carbonio è necessario più materiale. Sicuramente la reattività che hanno e la sensazione di galleggiamento che danno alla bici sono ineguagliabili.

I cerchi in carbonio sono meno resistenti dei cerchi in alluminio? Questa è una domanda che viene fatta spesso. Prendiamo come campione le ruote Alchemist RR Marathon, che hanno cerchio e mozzo in carbonio. Queste ruote escono con raggi molto spessi e robusti per assorbire e dare tensione al carbonio evitando che fletta eccessivamente. VI ricordo che queste ruote vengono usate dal team Trek Selle San Marco; di sicuro gente che non si fa problemi a sfruttare le ruote al massimo. Questo dovrebbe essere sufficiente  dimostrarne la robustezza. Forse sono più i cerchi in allumino a soffrire determinate botte e che tendono più frequentemente a piegarsi o rompersi. Ricordiamo anche che i cerchi in alluminio hanno un punto di saldatura al loro interno che è quindi  più debole del resto della struttura, cosa che non si ha nel carbonio.

Ruote Mountain Bike CarbonioUpgrade del cerchio.

Perché cambiare il cerchio ? Oltre alla leggerezza, solitamente chi decide di cambiare il solo cerchio sulla propria mtb lo fa per poter montare copertoni più larghi o per poter latticizzare la ruota.

Come detto prima cambiare solo una parte della ruota è più difficile del cambiare la ruota completa; bisogna controllare più standard. Ad esempio in numero di raggi su mozzo e cerchio deve essere lo stesso, bisogna controllare che non sia troppo largo per la nostra bici e che si possa far combaciare cerchio e mozzo.

Sicuramente si consiglia di scegliere lo stesso cerchio per anteriore e posteriore; in modo da mantenere l’equilibrio sulla bici e un buon bilanciamento del peso.

Visto che nessuno di noi è sponsorizzato; perché non metterci anche un cerchio di una colorazione che ci piace e si adatta bene al nostro telaio? Se dobbiamo spendere anche il lato estetico ha il suo perché.

Come si sceglie un buon cerchio?

Sicuramente il cerchio deve garantire robustezza. Diffidate da cerchi in alluminio troppo leggeri o senza anello del foro per i nippli.

Altra cosa importante è decide che tipo di copertoni si vogliono montare. Alcuni cerchi hanno uno standard massimo. Altro problema è se si acquista un copertone troppo stretto rispetto al cerchio. In questo caso bisognerà gonfiare eccessivamente le gomme per evitare che il copertone si muova.

Upgrade mozzo.

Qui si apre il vero dibattito. Quanto è importante il mozzo? Come scegliere anteriore e posteriore ?

Per rispondere alla prima domanda basta dire che il mozzo è ciò che garantisce la scorrevolezza della ruota. Quindi direi molto importante.

Sui mozzi non è necessario che anteriore e posteriore siano uguali.

In linea generale nella scelta di entrambi ricordatevi di scegliere marche abbastanza note, che garantiscono facilità nel recupero di cuscinetti e parti di ricambio. Mi era capitato su una bici da pump track di montare mozzi esteticamente molto belli e molto resistenti;  il problema però è stato che, essendo americani, per sostituire i cuscinetti ho dovuto spendere più di 100 € tra spedizione dalla casa madre e costo dei componenti.

Partiamo dal mozzo anteriore.

Qui l’unica cosa da guardare è il numero di cuscinetti e la facilità di smontaggio.

Diciamo che un buon mozzo anteriore deve avere almeno quattro cuscinetti al suo interno. Come ogni componente nella scelta bisogna assicurarsi che sia adeguato alla disciplina che gli si chiede di affrontare.

Il posteriore è più complesso. Oltre ai cuscinetti è importante guardare anche quanti salterelli ha al suo interno il corpetto.

Sicuramente avrete visto molte persone valutare la bontà di un mozzo posteriore facendo girare il corpetto e sentendone il rumore. Un mozzo molto rumoroso sotto questo aspetto dimostra di avere salterelli ben tesi e molto resistenti; meno soggetti quindi ad allentamenti o frizione eccessiva sul millerighe del mozzo.

Una regola che è sempre bene ricordare è che la manutenzione dei mozzi non passa solo dal controllo e dalla pulizia dei cuscinetti, ma anche da un ingrassamento regolare del perno passante per evitare che i cuscinetti si mangino o mangino il perno ruotandoci sopra.

Parlando mi mozzi vorrei richiamare all’attenzione un marchio da sempre considerato produttore di opere d’arte in questo campo: HOPE.

I mozzi Hope sono da sempre tra i più blasonati, soprattutto nei settori più gravity.

Ruote Mountain Bike Mozzo

Smontandone uno si capisce subito il perché; oltre a ricavare il corpo esterno dal pieno si nota che sono completamente smontabili; senza bisogno di estrattori e che ogni parte è sostituibile.

Insomma con la giusta manutenzione possono durare per sempre.

Altro punto a favore sta nel posteriore che ospita sei salterelli al suo interno al posto dei classici quattro. A questo è dovuto il loro suono inconfondibile.

Anche le marche migliori hanno però delle pecche. I cuscinetti con cui il mozzo arriva di serie non sono così migliori di altri che si trovano in mozzi molto più economici. Personalmente sui miei da downhill, dopo aver sfruttato quelli di serie, ho inserito cuscinetti più performanti e resistenti a polvere e   acqua migliorandone ancora di più la scorrevolezza e la durata.

Shimano, un caso arretrato?

Proprio in questi giorni, smontando dei mozzi Shimano di fascia alta mi sono accorto che invece dei classici cuscinetti moderni aveva ancora le sferette con la loro sede. A primo impatto sembra che una casa come Shimano vada a risparmio e non faccia innovazione del prodotto.

Per questo ho chiesto a un mio collega che ha fatto alcuni corsi con Shimano. La risposta è che secondo la casa questa tecnologia permette di mantenere scorrevolezza anche in curva;  con i cuscinetti moderni invece si a più attrito quando la ruota non lavora in modo perfettamente verticale.

Non so dirvi quanto questo incida realmente sulla velocità ma di sicuro se Shimano va in questa direzione una motivazione c’è.

Upgrade raggi.

Come scegliere i raggi?

Partiamo da cosa evitare. I raggi colorati sono da eliminare per primi.

Esistono due tipi di colorazioni, quelli rivestiti con la vernice e quelli anodizzati.

I primi sono resistenti quanto i classici ma tendono a rovinarsi molto in fretta. I raggi anodizzati, come tutti i componenti anodizzati,  hanno invece un problema di robustezza. Tendono infatti a spezzarsi con più facilità.

Altra cosa da evitare in questo campo se volete provare a fare manutenzione da soli e non siete più che esperti sono i raggi piatti. Nell’avvitare i nippli bisogna infatti tenerli fermi per evitare che ruotino su se stessi , spezzandosi o torcendosi in modo irreparabile.

Quando i raggi sfinati vanno bene?

Questi tipi di raggi servono per ruote molto reattive, possono sopportare una tensione maggiore.

La parte dove i due raggi si incrocino è minore e permette di tirare maggiormente il nipplo senza che i raggi si pieghino appoggiandosi a quello vicino. Per questo possono essere lasciati con meno gioco.

Ovviamente per discipline o percorsi più impegnativi e con molti urti per la ruota è necessario avere raggi più spessi, non sfinati e con più gioco per assorbire meglio gli urti ed evitare di spezzarli.

Quanto tirare i raggi?

Il primo consiglio è se non siete troppo precisi nella centratura delle ruote è meglio farlo fare da un professionista per evitare di rompere o di scentrare la ruota.

I raggi non vanno tirati alla morte, devono avere la giusta tensione. Esistono alcuni strumenti come il misuratore DT Swiss che permettono di calcolare la giusta tensione.

Se lo vogliamo vedere con le dita bisogna assicurarsi che i raggi abbiano un minimo di flessibilità. Circa 0,5 mm – 1mm a seconda della disciplina.

Con questa guida dovreste riuscire a costruire la ruota perfetta per i vostri percorsi preferiti.

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Michele Zanchin

Michele Zanchin

Classe 1976, sono un grande appassionato di Mountain Bike da oltre un quarto di secolo. Sono papà di due bellissime bambine, marito e manager. Mi piace il mondo della MTB con un particolare sguardo agli aspetti tecnici senza tuttavia esagerare. Gli articoli che troverai sono frutto di ricerche personali e di consulenze con affermati professionisti. Se lasci la tua email potrai ricevere newsletter con consigli da un appassionato come te.