Marathon: i segreti svelati da Valentina Frasisti

 

La Marathon é una particolare gara di mountain bike basata sulla lunghezza del percorso di solito particolarmente impegnativo.

Per il secondo anno consecutivo Valentina Frasisti conquista la maglia tricolore al Campionato Italiano Marathon nella categoria Elite.

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Questa giovane atleta è riuscita in pochi anni a diventare una atleta di riferimento nelle gare di lunga distanza tanto da occupare adesso il 6° posto del Ranking Mondiale.

Valentina è seguita direttamente dal Centro Sport Attitude di Saverio Ottolini, preparatore che da anni collabora con il nostro sito.

Per questo motivo abbiamo avuto la possibilità di incontrare Valentina durante uno dei suoi allenamenti e ci siamo fatti svelare un po’ di segreti e novità.

“Ciao Valentina, raccontaci “chi sei”

Nella vita di tutti i giorni sono una studentessa di lettere moderne all’ultimo anno del master; sto finalmente preparando la tesi che dovrei discutere entro fine anno.

La mia passione oltre allo sport è sicuramente la letteratura.

Lo sport rappresenta in ogni caso qualcosa di cui non riuscirei a fare a meno; grazie alla mtb, in pochi anni, ho avuto la possibilità di partecipare a molte competizioni raggiungendo importanti traguardi e grandi soddisfazioni tra cui i due titoli di Campionessa Italiana Marathon 2015 e 2016.

Presto avrò la possibilità di partecipare al Mondiale Marathon, cosa che ancora adesso stento a credere.

Lo sport è sempre stato presente nella mia vita: da piccola ho praticato nuoto, poi un po’ di basket e danza (attività che ho capito non fosse particolarmente adatta alle mie “caratteristiche”).

Più avanti ho praticato podismo (specialità mezzofondo), disciplina con cui ho trovato molto feeling; correre mi piace molto, soprattutto medie e lunghe distanze anche se devo ammettere che questo è già il terzo anno che non corro e ne sento la mancanza (anche in inverno, in accordo con il mio preparatore, imposto la preparazione unicamente pedalando, con lavori outdoor in bici e indoor sulla spinbike).

“Come hai iniziato ad andare in MTB?”

La mtb è stata una scoperta quasi casuale: ho iniziato a uscire con alcuni ragazzi nei boschi vicino a casa per puro divertimento e mi sono subito appassionata.

Le mie prime uscite in MTB erano delle vere e proprie “avventure”: nessuna idea di cosa volesse dire allenarsi.

Non avevo nessuna nozione di alimentazione in allenamento così come non avevo la benché minima idea di cosa fosse una ripetuta o un “ritmo” di allenamento.

La MTB rappresentava un gioco; mi piaceva la sensazione di fatica e al contempo liberta, emozioni che vivo tuttora.

“Quali sono state le maggiori difficoltà che hai trovato?”

A livello generale non ho mai trovato grosse difficoltà; ho iniziato senza avere obiettivi precisi e senza pressione agonistica o particolari ambizioni. Ogni passo avanti, ogni nuova esperienza, ogni nuovo sentiero rappresentava una conquista.

Sicuramente ho sempre trovato difficoltà tecniche con il fango e le discese più difficili, ma ho sempre cercato di impegnarmi nel migliorare.

Non ho mai visto le mie difficoltà come limiti, ma semplicemente come aspetti su cui lavorare.

“Come sei arrivata a mettere il “numero” sulla bici?”

Durante le uscite con altri ragazzi sentivo spesso parlare di gare e la curiosità mi ha portato subito ad iscrivermi alle competizioni XC di un circuito organizzato vicino a casa mia.

Erano gare abbastanza brevi ma molto divertenti.

Proprio durante queste gare ho sentito che molti biker partecipavano alle gran fondo e nel giro di pochi mesi mi sono trovata al via dell’Alta Valtellina: penso di essere stata in sella più di metà giornata prima di tagliare il traguardo.

Esperienza indimenticabile in tutti i sensi.

La partecipazione a gare così impegnative mi ha fatto capire l’utilità e l’importanza dell’allenamento e per questo a inizio della stagione agonistica 2014 ho deciso di affidarmi al Centro di preparazione Sport Attitude da cui sono tuttora seguita.

“Quale è stato il tuo primo approccio all’allenamento?”

Molti pensano che la difficoltà di un allenamento sia rappresentata solo dalla fatica, mentre all’inizio la cosa più difficile è riuscire a capire le risposte del proprio fisico e poter verificare se il lavoro che si sta svolgendo è corretto.

Bisogna “imparare ad allenarsi” e per questo è fondamentale imparare un metodo di allenamento.

Sicuramente all’inizio i progressi sono stati parziali, ma mi sono sempre impegnata al massimo senza pretendere risultati immediati e in due anni posso dire di aver ottenuto un grande miglioramento.

“Come hai scelto il tuo percorso agonistico?”

Durante il primo anno di preparazione ho scelto le gare seguendo i consigli del mio preparatore, oltre ad inserire alcune gare il cui percorso mi attraeva molto.

Inizialmente ero molto attratta dalle gare lunghe ma ho capito che tutto va fatto con progressività e mi sono concentrata solo sulle Gran Fondo, oltre a correre qualche XC che mi permetteva di migliorare a livello tecnico.

Nel 2015 sono entrata a far parte del Team Ghost (attuale Titici Racing Team) e tutto il calendario gare è stato deciso del Team Manager Dario Fornasier che in collaborazione con il mio preparatore.

La scelta è caduta sul circuito Gran Fondo di Coppa Piemonte.

Le gare sono andate molto bene e per questo abbiamo deciso di aggiungere un paio di marathon per testarmi anche su distanze maggiori.

Il successo all’Alta Valtellina Bike Marathon ci ha fatto capire che non si poteva non essere presenti al Campionato Italiano di Nemi.

La maglia conquistata a Nemi ha poi dato la svolta decisiva al mio futuro agonistico e nel 2016 abbiamo deciso di inserire più gare marathon.

“Come varia la tua preparazione in funzione di una Gran Fondo o di una marathon?”

In realtà non mi preparo mai in funzione di una singola gara ma, grazie a un’interazione frequente con il mio preparatore, cerco di gestire gli allenamenti per una crescita costante e per raggiungere una condizione ottimale prestando un occhio di riguardo alle settimane che precedono gli appuntamenti più importanti e al recupero dopo le gare più impegnative.

E’ fondamentale allenarsi con costanza impostando bene i propri obiettivi, mai eccedere in funzione di un solo appuntamento.

“Cosa ti senti di consigliare a un biker che vuole preparare una MARATHON?”

La prima cosa è porsi obiettivi graduali; poi penso che per riuscire a sopportare la fatica ed avere la giusta testa e motivazione è fondamentale continuare a divertirsi in bici: senza passione e divertimento lo sport perde la sua anima e diventa solo fatica fine a se stessa.

Penso inoltre che, indipendentemente dal livello atletico, sia sempre necessario fare una corretta valutazione delle difficoltà delle gare che vogliamo affrontare senza mai sentirsi del tutto pronti.

Io sicuramente corro da pochi anni, ma nonostante alcune gare le abbia già corse più di una volta, le preparo sempre come fosse la prima, analizzandole nel loro complesso e pianificando sempre ogni singola cosa.

Inoltre è fondamentale seguire un corretto allenamento, e pianificare bene con il proprio preparatore tutta la stagione per avere una corretta gradualità e progressività dei carichi di allenamento.

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Michele Zanchin

Michele Zanchin

Classe 1976, sono un grande appassionato di Mountain Bike da oltre un quarto di secolo. Sono papà di due bellissime bambine, marito e manager. Mi piace il mondo della MTB con un particolare sguardo agli aspetti tecnici senza tuttavia esagerare. Gli articoli che troverai sono frutto di ricerche personali e di consulenze con affermati professionisti. Se lasci la tua email potrai ricevere newsletter con consigli da un appassionato come te.