Manubrio MTB: guida alla scelta

Manubrio MTB: guida alla scelta

Per un biker la scelta del manubrio mtb è molto importante, in quanto si tratta di uno dei tre elementi con cui egli si rapporta alla propria bicicletta insieme a sella e pedali.

A tal proposito, infatti, se in passato esistevano poche varianti in merito alla tipologia di manubrio (e in molti casi non era adatta alla maggior parte delle biciclette) con il passare del tempo, una ricerca attenta ha portato alla realizzazione di diverse tipologie di manubrio per bici che, oltre ad aver subito delle variazioni per quanto concerne il materiale utilizzato, hanno visto l’ausilio di materiali molto diversi e sempre più innovativi.

Infatti, a seconda che la bicicletta venga utilizzata per scopi ludici e limitati al giro domenicale, oppure che sia adoperata per una vera e propria gara amatoriale, è indispensabile comprenderne il reale utilizzo per poter indirizzare adeguatamente la scelta del manubrio mtb da installare.

Sicuramente, tra le tante caratteristiche da valutare in fase di scelta del proprio manubrio è importante considerare: materiale, diametro, larghezza e altezza, solo così si potrà individuare il modello più adatto alle proprie esigenze di utilizzo.

Manubrio MTB

Manubrio mtb: quale materiale scegliere tra carbonio, alluminio o titanio.

I principali materiali con cui vengono realizzati i manubri per bici mountain bike sono principalmente l’alluminio e il carbonio.

Sia che si scelga la fibra del carbonio, sia che si prediliga l’alluminio, in commercio esistono molteplici varianti di manubri mtb con dimensioni variabili a seconda delle necessità del singolo ciclista.

Le versioni in lega di carbonio, grazie alla leggerezza di questo materiale, hanno la caratteristica di avere un peso inferiore.

Tuttavia, questa caratteristica non preclude, in alcun modo, la loro resistenza e robustezza.

I produttori sono in grado di garantire delle ottime capacità di smorzamento delle vibrazioni della fibra, offrendo al biker una sensazione di comodità assoluta che viene apprezzata soprattutto nei casi di bici più pedalabili.

A tal proposito, infatti, la credenza comune è quella di pensare all‘alluminio come ad una lega più rigida rispetto al carbonio.

Le moderne tecnologie hanno dimiuito molto il gap tra crabonio ed alluminio.

Consiglio in ogni caso ti andare a leggere il seguente test su MTB MAG.

Test Manubrio MTB Alluminio VS Manubrio MTB Carbonio

Se la lega in alluminio è, indubbiamente, la più diffusa quando si parla di manubri per mtb, il carbonio è un prodotto largamente conosciuto per la sua resistenza e robustezza associata ad una crescente leggerezza resa possibile dalle tante moderne tecniche di produzione.

Oltre a questi due materiali, esistono dei manubri in titanio che offrono flessibilità, leggerezza, e confort, tuttavia non è sicuramente annoverabile come scelta per il biker medio, in quanto i costi non si posso definire esattamente concorrenziali e convenienti.

In linea di massima, la scelta del materiale dipende sia dalla tipologia di spesa che volete affrontare, sia soprattutto dalle vostre esigenze e dal contatto che desiderate avere nei confronti della vostro mtb.

Tanto per capirci in ordine di spesa.

Un manubrio in alluminio costa generalmente sotto i 50 Euro ed é di solito il primo allestimento di una bicicletta.

Un manubrio in carbonio costa almeno sopra i 150 Euro ed é di solito l’upgrade più normale per una buona bici.

Un manubrio in almeno sopra i 300 Euro ed é di solito un tipo di upgrade molto raffinato per chi sa esattamente le caratteristiche di questo manteriale.

Larghezza del manubrio: quali considerazioni fare?

Consiglio di andare vivamente a vedere questo video fatto dai ragazzi di GMBN

I manubri larghi sono, indiscutibilmente, i più popolari e, molto probabilmente, saranno destinati a rimanere tali.

Infatti, una larghezza standard indicativa di 53cm permette di avere un buon controllo della propria bicicletta.

Al contempo, c’è da dire che, un manubrio più largo (destinato tipicamente alle mountain bike destinate ad un utilizzo più discesistico) stanno prendendo progressivamente piede.

La larghezza è un elemento indispensabile nella fase della valutazione delli un potenziale upgrade: più le mani si allargano, minore sarà la forza necessaria per contrastare la ruota e il manubrio sospinto nelle piste irregolari.

Per questa ragione un manubrio più ampio rende più facile la guida e consente di avere un maggiore controllo della bicicletta.

Passare da un manubrio stretto ad uno più largo, infatti, permette di avere un maggiore controllo sulla bici.

Se i manubri larghi favoriscono la sensibilità di pilotaggio, garantendo maggiore equilibrio ed una buona apertura toracica, per contro un manubrio più stretto permette il passaggio tra gli alberi conferendo maggiore aerodinamicità su tratti più ripidi.

Anche in questo caso, come per la scelta del materiale, la larghezza del manubrio è una scelta strettamente soggettiva che dipenderà molto anche dalla conformazione fisica del guidatore.

A tal proposito, chi la le braccia più corte, potrebbe avere difficoltà a raggiungere un manubrio mtb troppo largo.

Per questa ragione, al memento dell’acquisto è importante valutare con attenzione la propria fisicità ed eventualmente provare il manubrio per capire se soddisfa le vostre esigenze.

Diametro d’attacco: quale rilevanza?

Si tratta di un aspetto che, nell’arco del tempo, ha subito molte evoluzioni.

Infatti, se inizialmente l’attacco tradizionale era tra i 22 e i 25mm, oggi le moderne mountain bike vantano un diametro d’attacco pari a 31.8mm, arrivando anche a 35mm.

Questa misurazione indica il diametro esterno del manubrio nella parte centrale e si tratta, quindi, di quell’area che consente di fissare il manubrio al corpo della bicicletta.

Si tratta di una componente molto importante in quanto, essendo continuamente sollecitata ad ogni trazione del manubrio (sia quando lo si spinge che quando lo si tira) deve essere in grado di sostenere adeguatamente lo sforzo e la fatica, per scongiurare spiacevoli rotture.

Un diametro più elevato, quindi, è in grado di assicurare un aumento della resistenza.

Meglio riser o flat?

Manubrio MTB Forma

Quando si cita il rise, ci si riferisce alla differenza di altezza tra il centro del manubrio in cui è bloccato il gambo e il centro dove è rastremato.

Alcuni manubri sono completamente piatti e vengono utilizzati soprattutto da ciclisti XC in quanto, una posizione tendenzialmente bassa, facilita l’aerodinamicità della bici e migliora le prestazioni al momento della guida.

I manubri con una grande rise (quindi molto rialzati) erano particolarmente noti soprattutto in passato, successivamente, grazie ai progressi della tecnologia, sono state ideate delle sospensioni tali da rendere la corsa della forcella più lunga, consentendo una guida più alta.

Quest’ultima si palesa come una caratteristica di gran confort che permette ai piloti di sedersi comodamente sulla bici, mantenendo un maggior controllo del mezzo soprattutto in caso di terreni piuttosto ripidi.

Un’ulteriore caratteristica da prendere in seria considerazione al momento della scelta del manubrio è la misura che intercorre tra il piano di appoggio delle mani e la sezione centrale del manubrio.

Anche in questo caso ne esistono di diversi modelli che, vengono classificati con terminologia apposita:
flat: dotati di un rise da 0mm;
low rise: con una differenza in altezza di appena 10-15mm
mid rise: l’elevazione è compresa tra i 20 e i 25mm;
heigh rise: con una distanza di circa 40mm

Indubbiamente la posizione del manubrio mtb è di fondamentale importanza ed è strettamente correlabile alla posizione della sella.

Va detto che, in linea di massima, un manubrio più alto è in grado di offrire una posizione più eretta al guida, contrariamente, un manubrio basso determina una posizione distesa o quasi.

Una variazione del rise è paragonabile alla variazione di altezza del manubrio.

Infatti, un rise alto consente una posizione alla guida indiscutibilmente più comoda, ma comporta il rischio di essere meno performante in quanto allontana il corpo dalla ruota davanti facendole perdere il carico.

Al contempo, un rise basso, determinando una posizione distesa offre maggiore carico alla ruota anteriore con una riduzione all’impennata, che si tramuta, in discesa, in un maggior controllo della guida.

Conclusioni

La scelta del manubrio, soprattutto per chi vive la bicicletta come una vera e propria passione da vivere a trecentosessanta gradi, non è qualcosa da fare d’impulso, ma necessita di essere attentamente calibrata, prendendo in seria considerazione tutti gli aspetti che possono influenzare la guida del mezzo.

Ovviamente, le direttive di massima possono essere dei suggerimenti utili per offrire ottimi spunti di valutazione, quel che è certo è che la vostra scelta dovrà necessariamente essere influenzata sia dalle vostre caratteristiche fisiche, sia dalle vostre abitudini e dall’utilizzo che fate della vostra bicicletta.

Un manubrio non è semplicemente un tubo piegato che serve a direzionare la mountain bike, ma è qualcosa che, in base a dimensioni, materiali, altezza etc, vi permette di calibrare attentamente tutte le varie fasi della vostra corsa, consentendovi di avere una determinata risposta dalla bici, oltre che una posizione più o meno congeniale al vostro corpo durante la fase della corsa.

Per tutte queste ragioni, al di là della scelta teorica, è importante valutare l’acquisto del vostro manubrio, in relazione alle vostre specifiche esigenze, nel tentativo di soddisfare al meglio l’insieme delle necessità di guida e di utilizzo. Preferire un manubrio piuttosto che un altro, è strettamente legato ad una scelta soggettiva che, in molti casi, purtroppo, deve essere commisurata al budget a vostra disposizione.

A tal proposito, sul mercato esistono buoni prodotti a prezzi abbastanza accessibili: il consiglio è quello di ponderare l’acquisto informandovi sull’attrezzatura presso i tanti punti vendita specializzati e i forum di mtb e, perché no, valutando la possibilità di acquistare online o prendere in considerazione dell’attrezzatura usata.

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Michele Zanchin

Michele Zanchin

Classe 1976, sono un grande appassionato di Mountain Bike da oltre un quarto di secolo. Sono papà di due bellissime bambine, marito e manager. Mi piace il mondo della MTB con un particolare sguardo agli aspetti tecnici senza tuttavia esagerare. Gli articoli che troverai sono frutto di ricerche personali e di consulenze con affermati professionisti. Se lasci la tua email potrai ricevere newsletter con consigli da un appassionato come te.

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