Freni MTB : quali  fanno davvero per noi?

Freni MTB : quali fanno davvero per noi?

L’upgrade dei freni mtb è un punto fondamentale quando si cerca di portare la propria bici ad un livello più alto.

I freni non sono infatti solo lo strumento per fermare la bici, ma permettono di gestirla in discesa e su passaggi più complessi.

In questi anni la tecnologia dei freni a disco bici si è sviluppata talmente tanto da poterli vedere sempre più spesso anche su bici da strada.

Vediamo cosa si cerca in un freno a disco più performante.

La leggerezza dei freni per mountain bike

Un buon freno, soprattutto se parliamo di discipline più pedalate, deve essere anche leggero.

Non è un caso se molti freni a disco mtb top di gamma presentano leve in carbonio e pistoncini in ceramica; materiale che permette di ridurre il peso e una migliore dissipazione del calore.

Freni MTB potenti per una frenata migliore

Con questo termine non intendiamo solo una pinzata più potente o con più modulabilità; argomenti che tratteremo appena sotto.

Una frenata migliore indica dei freni disco mtb che subiscono meno stress quando vengono utilizzati per molto tempo e che soffrono meno il surriscaldamento dato dall’utilizzo.

La modulabilità

Questa è una delle motivazioni che spinge ad acquistare un nuovo tipo di freno.

Nelle discipline gravity il freno deve si essere molto potente ma deve permettere di gestire la frenata in base alla necessità.

Un freno di tipo on-off non sarà la soluzione ottimale per un discesista.

Chi pratica discipline gravity cerca solitamente una frenata che permette di poter gestire la velocità anche su tratti molto scoscesi.

Fare l’upgrade dei freni per avere più potenza

La potenza è sicuramente il punto fondamentale quando si cerca un nuovo modello di freni mtb.

Non a caso i freni mtb migliori in commercio si contraddistinguono per pistoni più grandi o addirittura per la presenza di 4 pistoni nelle discipline dove i freni giocano un ruolo fondamentale.

Freni MTB: più resistenza al calore

Il motivo per cui spesso si cerca un nuovo impianto frenante è sicuramente il problema del calore.

I freni di serie sono spesso non adatti a utilizzi molto intensi; tendendo a vetrificare le  pastiglie e rigando così i dischi, lasciando quell’odore di bruciato che si sente a fine discesa.

Il problema di questo fenomeno, oltre al costo di dover sostituire i componenti, porta il freno a non lavorare correttamente.

In questo modo la frenata diventa molto lunga e irregolare; il che può rendere difficile proseguire la marca.

Come scegliere pastiglie

La sostituzione delle pastiglie freni mtb di serie con quelle di altre case è sicuramente un modo di migliorare le prestazioni dell’impianto.

Pensiamo alle pastiglie ventilate o a pastiglie con sostanze particolari come il carbonio.

Per avere un’ idea delle differenze tra le varie mescole delle pastiglie vorrei linkarvi un articolo di Bikeitalia che reputo molto interessante: http://www.bikeitalia.it/pastiglie-freni-della-mountain-bike/

A questa spiegazione molto dettagliata vorrei aggiungere solo un altro prodotto da poco sul mercato; le pastiglie contenenti carbonio.

Questo materiale, essendo molto resistente al calore e non essendone un conduttore, permette ai freni  di raggiungere temperature molto elevate; senza consumare eccessivamente la pastiglia o riscaldare troppo l’olio.

Il bello in questo prodotto è che, contenendo ferro in quantità elevata, permette di avere le stesse sensazioni di una pastiglia metallica (a volte hanno una frenata anche superiore a queste); questo senza il rumore stridulo tipico di queste soluzioni.

Il rovescio della medaglia su questo prodotto è l’usura davvero alta del disco. Infatti le pastiglie al carbonio hanno una presa davvero alta sul disco; con un morso che porta a frenate molto brusche e precise. Per questo motivo sono usate solo su impianti downhill o nelle uscite più estreme.

Fare l’upgrade dei freni MTB con tubi aeronautici

I tubi aeronautici non sono solo una soluzione per migliorare l’estetica.

Questi kit freni a disco mtb permettono infatti al freno di mantenere la pressione e di trasferirla tutta sulle pinze.

A differenza dei cavi di serie sono infatti molto più robusti e tendono meno a deformarsi.

Se questo non dovesse bastare pensiamo che gli stessi fungono anche da migliore isolante; evitando che l’olio perda alcune proprietà o subisca eccessivamente gli sbalzi termici quando usciamo in situazioni eccessivamente fredde o calde.

I tipi di olio

Questo è un fattore sul quale non si può intervenire. È però giusto dare alcune idee sui differenti tipi di olio.

Il sistema SRAM adotta un olio sintetico chiamato DOT. Questo tipo di olio è molto fluido e permette di essere al suo massimo potenziale dalle prime frenate. Oltre a questo bisogna dire che necessita solitamente di meno spurghi completi e di sostituzioni complete del fluido.

Al contrario sistemi come Shimano adottano oli minerali. Il vantaggio di questa soluzione è la minore deformazione del prodotto anche con cambi di temperatura o in situazioni di eccessivo calore nell’impianto; cosa di cui  invece il DOT soffre leggermente.

Ricordate di non invertire gli oli. Se inseriamo del DOT in un sistema non adatto bruceremo l’intero impianto, andando a corrodere cavi e guarnizioni all’interno.

I dischi per i freni MTB

Vediamo alcuni consigli sui dischi freni mtb e sulla loro scelta.

La scelta dei dischi si basa principalmente sul diametro. Quando si cerca un disco capace di raffreddarsi a sufficienza in discesa la dimensione sarà più alta (160/200). Ovviamente un disco più ampio comporta un peso maggiore.

Piccolo cenno sui dischi flottanti. A cosa serve davvero un disco flottante?

Ecco una spiegazione presa dal web: Il disco flottante rappresenta un grande passo nell’evoluzione dei sistemi frenanti motociclistici. L’esigenza di “svincolare” il disco del freno dal suo supporto nasce dal forte riscaldamento a cui esso è sottoposto nelle violente staccate, tipiche dell’impiego agonistico.

La struttura del disco, di piccolo spessore per contenerne il peso ma di superficie estesa, è particolarmente sensibile alla dilatazione termica; forti riscaldamenti causano infatti notevoli deformazioni in senso radiale ed assiale (cioè parallelamente all’asse della ruota).

Queste, amplificate dalla dinamica della veloce rotazione (sfarfallamento), creano notevoli scompensi nella meccanica della frenata.

Le pastiglie, e dunque i pistoncini, vengono respinte dentro alla pinza e la frenata perde efficienza. Si risolve concedendo al disco una piccola di possilità di assestamento, in modo che sia “libero” di deformarsi senza nuocere alla frenata.

In pratica vengono frapposti tra il disco e la sua flangia (che lo collega al mozzo ruota) una serie di nottolini cilindrici; che ne permettono piccoli movimenti in senso assiale.

In breve un disco flottante può essere utile quando si parla di forti escursioni termiche all’interno del sistema frenante; caratteristica tipica delle discipline gravity.

Per la maggior parte delle altre discipline questa tecnologia non fa altro che rendere la frenata a scatti e poco confortevole.

I dischi: un diametro in continuo aumento.

Con il passare degli anni abbiamo assistito ad un generale aumento del diametro dischi per freni mtb; basti pensare che le bici da downhill ad oggi sono spesso equipaggiate con dischi di diametro 203 sia all’anteriore che al posteriore.

A cosa sono dovuti questi nuovi standard?

In verità un disco più ampio riesce a dissipare meglio il calore; potendosi raffreddare prima di passare nuovamente tra le pastiglie.

Allora perché anche sulle bici da xc si è passati a dischi da 160 o oltre?

Ad oggi anche questo tipo di bici è studiato per permettere una buona velocità in discesa; per questo le case preferiscono abbondare sul peso dei componenti ma garantire una buona frenata.

È anche indubbio che i dischi di oggi sono molto più leggeri rispetto al passato e permettono di avere circa lo stesso peso anche se con un diametro maggiore.

Manutenzione Freni MTB: alcuni consigli sullo spurgo.

Ecco un discorso sul quale chi come me lavora in un negozio di bici è molto preoccupato.

Una sola raccomandazione prima di darvi qualche dritta: se non siete sicuri di quello che state facendo lasciate che se ne occupi un professionista.

I danni che potete causare all’impianto eseguendo uno spurgo sbagliato sono davvero tanti.

Dopo questa piccola raccomandazione possiamo parare di come eseguire un buono spurgo freni mtb. I

n primis bisogna ricordarsi che ogni impianto ha un suo modo di essere spurgato.

Per fare un esempio Shimano necessita una sola siringa, Sram due.

Altro punto per un buono spurgo è l’olio.

Per andare sul sicuro e avere il massimo risultato si consiglia di usare solo oli originali della stessa casa dell’impianto frenante.

Sebbene questi oli costino leggermente di più di altri similari se vogliamo un freno performante e duraturo questo è il modo migliore di prendersene cura.

Altro passaggio da non dimenticare: questa operazione va effettuata con regolarità.

Anche se pensate che il vostro freno funzioni alla perfezione l’olio all’interno si sporca e scaldandosi tende a catturare al suo interno alcune impurità.

In caso di uso molto intenso questa operazione fa effettuata 1-2 volte al mese; a seconda di quante uscite si effettuano e a quanto utilizzo ne facciamo in ogni uscita.

Prima di concludere la parte sullo spurgo vorrei darvi un altro paio di consigli.

Il primo è di effettuare questo controllo in stanze abbastanza pulite e su un banco da lavoro in ferro e senza panni o legno sopra. Tutto questo eviterà l’accumulo di sporco all’interno dell’impianto una volta aperto.

Il secondo consiglio molto ulite, soprattutto con l’arrivo della stagione fredda, è il seguente: se il sistema frenante viene lasciato per lunghi periodi inutilizzato, soprattutto quando le temperature cambiano; può succedere che l’olio perda parte del suo volume o la sua resistenza a temperature elevate.

Chi utilizza freni Avid/Sram mi darà sicuramente conferma del fatto che dopo un mese di stop i freni sembrano ancora in ottimo stato.

Dopo le prime scaldate però tendono a diventare molto lunghi e poco efficienti.

Questo piccolo difetto si nota molto bene sul marchio appena citato; ma è visibile anche su altri marchi che utilizzano oli minerali anche se su questi rimane spesso meno percettibile.

Se è da qualche settimana che non usate la vostra bici e volete affrontare discese impegnative il consiglio è di fare uno spurgo prima di partire.

Le tre tipologie di freni

Dopo tutto questo non ci resta che dare la vera risposta al nostro titolo : quale freno fa davvero per noi?

In linea di massima possiamo suddividere i vari impianti frenati in tre categorie.

La prima è quella dei freni molto aggressivi; sono sistemi di tipo on-off.

Se si pinzano la ruota viene rallentata molto rapidamente, tendendo quasi a bloccarsi.

Questa caratteristica, tipica di sistemi come i freni Formula e gli Hayes, è molto utile per chi cerca un freno capace di affrontare vere e proprie staccate appena prima dell’ingesso in curva.

Per il resto della discesa invece questi sistemi vanno lasciati quasi completamente aperti, in modo che la ruota possa girare libera senza essere troppo frenata.

Anche su questi impianti ovviamente c’è un minimo di modulaibità, per sfruttarla davvero serve però avere delle dita davvero sensibili.

La seconda categoria sono i freni che puntano tutto sulla modulabilità.

La casa più famosa per questo tipo di freni è Hope Tech.

Con questi mtb freni a disco è possibile regolare la propria velocità a piacere senza preoccuparsi di eccedere nel toccare i freni.

Forse è proprio il fatto che questi freni sono fatti per rimanere più o meno pinzati per tutto il percorso che ha portato la Hope a innovare il settore.

Non ha caso ha firmato i primi prodotti come dischi ventilati e flottanti, tubi aeronautici e sistemi di raffreddamento.

Essendo freni che vanno usati per gran parte del  tratto in discesa questi sistemi hanno spesso un numero infinito di regolazioni della leva come posizione, per permettere il massimo del comfort e dell’utilizzo.

Ovviamente tutta questa modulabilità si paga con un freno che non permette pinzate aggressive e richiede più spazio di frenata. Sicuramente un freno di questo tipo è utile su trail non troppo aggressivi e per percorsi dove non si cerca una velocità estrema; ma soprattutto la sicurezza di poter gestire la velocità in ogni momento.

Veniamo ora all’ultima categoria, ossia la terza, gli intermedi. Per intenderci sono freni idraulici mtb che stanno tra i due opposti descritti sopra.

Questi sistemi assicurano una frenata potente quando si agisce con forza sulla leva facendola affondare molto. Allo stesso tempo, avendo una corsa abbastanza lunga, è possibile giocare in un range abbastanza ampio di potenza; potendo decidere con quanta forza far mordere le pastiglie.

Sono esempi classici di questa fascia di prodotti marche come Sram, TRP o Shimano.

E voi quale impianto avete sulla vostra mtb?

Che frenata trovate più giusta alle vostre esigenze?

Ecco alcuni altri articoli in cui trovare molte altre info interessanti su questo argomento:

http://www.bikeitalia.it/i-freni-a-disco-consigli-generali/

https://www.cicloblog.com/freni-a-disco-per-mtb-come-vanno-scelti/

https://www.bikool.it/blog/i-migliori-freni-a-disco-mtb/

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Michele Zanchin

Michele Zanchin

Classe 1976, sono un grande appassionato di Mountain Bike da oltre un quarto di secolo. Sono papà di due bellissime bambine, marito e manager. Mi piace il mondo della MTB con un particolare sguardo agli aspetti tecnici senza tuttavia esagerare. Gli articoli che troverai sono frutto di ricerche personali e di consulenze con affermati professionisti. Se lasci la tua email potrai ricevere newsletter con consigli da un appassionato come te.

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