Discesa? Io non ho paura!

Mi presento
Salve sono Edoardo, ho 21 anni e sono uno studente di economia.
Pratico Downhill da ormai sei anni, tre dei quali a livello agonistico e mi dedico quasi tutti i giorni al mio allenamento (principalmente pumptrack e dirt-jump).
Per la mia prima esperienza su questo giornale ho deciso di parlarvi di un problema che riguarda molti appassionati di MTB e che è il mio pane quotidiano sulla bici: LE DISCESE.
La discesa in mountain bike è sinonimo di velocità, ma anche di guida tecnica e rischio.
In questo numero cercherò di insegnarvi alcuni trucchi per affrontare qualsiasi tipo di discesa.

 

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(Ecco due esmpi di passaggi molto ripidi e tecnici fotografati al mondiale Downhill in Val di Sole)

 

Procediamo per punti:
1) FATTORE PSICOLOGICO
Questo è il primo problema che molti incontrano.
Dobbiamo rimuovere dal nostro vocabolario le frasi “non ci riesco”, “non sono sicuro”, “ è troppo ripido”.
Tutti possono affrontare una discesa anche se presenta un terreno molto sconnesso o molto ripido!
Fidatevi di voi stessi e della vostra bici; andate per gradi e prima di provare una nuova sezione guardatela a piedi.

2) CORPO RILASSATO
Le discese, soprattutto se lunghe o molto sconnesse, sono stancanti per braccia e gambe; avere una guida più fluida e non scendere con i muscoli tesi è una cosa fondamentale per sentire meno la fatica e rimanere più concentrati sulla guida.

3) POSIZIONE
Quando si parla di passaggi ripidi tutti pensano al fuori sella. Questa tecnica di guida più risultare molto utile in certe sezioni ma rimanere troppo tempo i fuori sella o utilizzarla quando non serve porta a diversi dolori muscolari e riduce il controllo sul proprio mezzo.
La posizione corretta è tenere un baricentro basso, flettendo leggermente le gambe e le braccia, arretrando il necessario e andando in fuori sella solo quando la pendenza raggiunge angolazioni di una certa importanza. In questo modo avremo più controllo sul manubrio e sulla ruota anteriore e sentiremo meno quella sensazione di cadere in avanti classico di una discesa moto ripida.
Il fuorisella va usato solo per bravi tratti con pendenze eccessive e soprattutto non esagerando con l’arretramento in caso di terreni molto sconnessi onde evitare di perdere il controllo sulla ruota anteriore e sentire troppo il rimbalzo della ruota posteriore che spesso ci fa perdere l’equilibrio.
Altra cosa fondamentale è avere un manubrio con angolazione e lunghezza corrette. Un manubrio troppo piatto porta a guidare molto sull’anteriore e in posizione eretta; un manubrio troppo largo ci porterà a caricare molto l’avantreno e a non avere un controllo ottimale dovuto a una posizione scorretta delle spalle.

Daniele Rossini enduro

(In questa foto di un mio amico e bravissimo rider si vede molto bene la posizione che non risulta per niente arretrata come detto in precedenza per mantenere il controllo del mezzo sul terreno sconnesso).

 

4) FRENATA
Molti usano solo il freno dietro nei tratti ripidi; questo è un errore gravissimo!
I freni vanno usati entrambi ( 50 e 50 per avere un controllo su velocità e guida).
Il freno posteriore serve per controllare la velocità, non dobbiamo però esagerare e bloccare la ruota posteriore in quanto, se questa non gira, non riesce a far lavorare l’ammortizzatore che quindi non ammortizzerà le asperità del terreno e lei stessa non riuscirà a scavalcare gli ostacoli tendendo a bloccare la bicicletta quando entrerà a contatto con esse.
Inoltre se il copertone posteriore non rotola sul terreno la bici tenderà a sbandare e perderemo il controllo.
Il freno anteriore deve lavorare molto, va usato molto se la pendenza ha una percentuale bassa e va invece diminuita la pressione man mano che la pendenza aumenta. Con il freno anteriore riusciamo infatti a controllare la ruota davanti evitando il rimbalzo su sassi e radici e ci permette di guidare la bici nella direzione desiderata.

5) DOVE PASSARE
Le discese non vanno quasi mai prese centrali in quanto è spesso la parte più ripida e rovinata dal passaggio di altre bici. Guardatela e individuate la traiettoria più pulita e meno ripida in modo da avere un terreno più confortevole da affrontare.

Spero che questa guida vi torni utile nelle vostre prossime uscite e ricordate sempre : non serve essere un professionista per affrontare sezioni impegnative; siate rilassati, fidatevi e rimanete concentrati sulla vostra posizione e sul controllo della bici e nessuna discesa vi farà più paura!
Edoardo Zella

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Edoardo Zella

Classe 1994 è l’elemento “extreme” dello staff. Tra gli studi di economia e il lavoro passa gran parte del suo tempo tra bike park, pump track e campi dirt-slopestyle. Oltre agli allenamenti e alle gare fa spesso da istruttore downhill e guida bike park. Espertissimo nel campo delle novità e di tutto il settore mtb. Per gli amici è IL MANETTA.
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2 commenti
  1. Avatar
    Luigi dice:

    Grazie per i consigli…Per me la discesa in questo momento è la cosa più difficile da affrontare con scioltezza. Sicuramente è un problema di testa….proverò a mettere in opera quanto ci hai descritto…Grazie!

    • Avatar
      Edoardo Zella dice:

      Grazie a te Luigi. Prova questi piccoli accorgimenti e vedrai che in breve tempo potrai scendere su qualsiasi percorso in tutta tranquillità!

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