Discesa estrema

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Michele Zanchin

Michele Zanchin

Classe 1976, sono un grande appassionato di Mountain Bike da oltre un quarto di secolo. Sono papà di due bellissime bambine, marito e manager. Mi piace il mondo della MTB con un particolare sguardo agli aspetti tecnici senza tuttavia esagerare. Gli articoli che troverai sono frutto di ricerche personali e di consulenze con affermati professionisti. Se lasci la tua email potrai ricevere newsletter con consigli da un appassionato come te.
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12 commenti su “Discesa estrema”

  1. Ciao Michele,

    Per quanto il video falsi molto le pendenze e spesso le "appiattisca", la mia impressione guardando il tuo video è che tu distenda troppo le braccia,  e arretri troppo il busto senza "abbassarti", scaricando così tantissimo l'avantreno. Su un gradino come quello del video non cambia molto, ma se la discesa ripida fosse più lunga credo che ti sarebbe molto difficile controllare la traiettoria della bici. Non trovi?

     

  2. mi pare che siano concetti interessanti ma che dovrebbe essere già parte del bagaglio conoscitivo di ogni biker. Piuttosto mi sono trovato di fronte ad un ripidone stretto, in un bosco, fatto di scalini di legno e terreno ghiaioso, con un burrone a sinistra. Certamente una situazione estrema, e molto impegnativa. 

    • E' successo anche a me una cosa simile sul Monte Baldo vicino a Malcesine. Mi veniva da piangere da quanto é stata impegnativa la discesa. Vado a prepare un video.

  3. Mi unisco al coro dei complimenti per il bel contributo nozioni\video e,come Francesco vorrei vedere lo stesso ostacolo copiato con una front con reggisella fisso,
     

  4. Ottimo video, non c'è che dire. Il ralenti è utilissimo per carpire i segreti della tecnica. Anche l'abbassamento dei talloni è utile, in quanto assicura maggiore stabilità al piede ed evita che questo scivoli dal pedale (ovviamente se il pedale è flat).

     Io aggiungerei solo due chicche:

    1. Lo spostamento del corpo all'indietro (oltre la sella, verso la ruota posteriore) deve avvenire non prima che la ruota anteriore abbia iniziato a scendere, altrimenti questa perde aderenza con possibili scivolate e cadute. Ci si presenta alla discesa (ripida) in fuorisella, in posizione centrale col corpo in linea con l'asse del movimento centrale, e poi si sposta il corpo all'indietro quando la ruota anteriore ha cominciato a scendere. Così almeno dicono i maestri.

    2. Nelle discese ripide ed estreme è molto utile abbassare la sella; questo dà al biker maggior libertà di movimento, specie se ci sono anche curve e controcurve.

    Saluti

    Guido

  5. Grazie bel video, interessante il rallenty ed è efficace per vedere e rivedere le posizioni.

    Archiviato per rivederlo dopo l'uscita.

     

    grazie staff.

     

    Antonio 

  6. ci vorrebbe anche un'accenno sul corretto utilizzo dei freni perchè uno può avere la posizione migliore del mondo ma se si blocca la ruota anteriore un bel cappottone non glie lo leva nesuno …. ed anche se tenere il manubrio rigido e ben saldo oppure lasciarlo libero di muoversi in maniera controllata ….

  7. Questo video mostra chiaramente cosa bisogna fare in una discesa estrema. Dal fuori sella accentuato al flesso delle braccia e ai talloni buttati in basso per potersi spostare in e dal fuori sella

    • BEL video. Sopratuttoa fase rallentata è decisamente una “mandrakata”. Ora sarebbe bello vedere lo stesso esercizio con mtb xc non biammortizza con canotto reggisella fisso. È una bella idea? Comunque complimenti ne è passato di tempo dal primo corso mtb video..bravi
      Francesco

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