Bikepacking night: cosa sapere per dormire fuori una notte

Bikepacking night: cosa sapere per dormire fuori una notte

Mi sono chiesto in questi giorni sia l’aspetto piu’ affascinante del bikepacking e secondo me e’ il fatto di dormire fuori una notte all’aria aperta: una bikepacking night per capirci

Pur essendo “affascinante” per una serie infinita di motivi, dormire per terra, in una area che non si conosce potrebbe essere poco consigliabile.

Cosa fare allora?

Io sinceramente non l’ho mai fatto ma ho studiato la questione.

La cosa piu’ logica e’ procedere per gradi.

Se non ho mai dormito per terra e voglio farlo, la cosa che mi sembra piu’ intelligente e’ quella di andare in un campeggio.

In un campeggio ho certamente dei comfort e delle sicurezze superiori a quelle che ho rispetto a dormire sotto un albero di un terreno sconosciuto.

Se da una parte questa puo’ sembrare una pratica che va a tradire l’anima randagia del bikepacking, io personalmente la reputo una scelta molto responsabile di quella che potrebbe fare un padre di famiglia.

Il costo di una piazzola varia dai 20 ai 30 euro a seconda del tipo di campeggio, dal tipo di piazzola e dal momento dell’anno.

A mio parere e’ una spesa assolutamente sostenibile per chi vuole avvicinarsi al mondo del bikepacking e piu’ in generale dei trail.

Certamente il fermarsi in campeggio limita quel senso di liberta’ che e’ capace di regalare un giro in bici completamente libero ma e’ anche vero che e’ bene procedere per gradi per non rimanere scottati con qualche disavventura.

Il sacco a pelo per la tua bikepacking night: amico indispensabile.

Il mondo dei sacchi a pelo e’ veramente infinito per chiunque voglia approfondire questo argomento consiglio di andare a vedere questo link Quale sacco a pelo comprare

Certamente un sacco a pelo per dormire d’estate in montagna dovrà essere diverso da uno per dormire d’estate al mare.

Inoltre i sacchi a pelo estivi sono per forza diversi da quelli invernali.

Oddio devo ancora cominciare a fare un giro in bici e devo già comprare 4 sacchi a pelo!

Questa obiezione certamente ci sta.

Per questa ragione il bikepacking va vissuto con progressione in maniera da capire cosa serve e cosa no.

Esistono dei prodotti che sono abbastanza versatili e che permettono di fare un po’ tutto.

Ad esempio questo prodotto può andare indicativamente bene.

Dove mettere il sacco a pelo

Il sacco a pelo anche se compatto andrebbe messo sotto la sella.

La pratica del bike packing prevede di non avere zainetti che possano affaticarci ulteriormente.

Questo significa comprare una borsa da sotto sella per bike packing?

Si e no.

Si perche’ e’ la scelta corretta.

Sotto sella infatti andrebbero messe tutte le cose che ci servono per la notte.

Nel nostro caso se questa scelta e’ dettata dal campeggio potrebbe essere utile avere anche un asciugameno in microfibra che diventa piuttosto piccolo assieme ad un detergente delle dimensioni che si trovano negli hotel.

In questo caso e’ bene scegliere una buona borsa da bikepacking che potrebbe essere la seguente

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Ma anche no come abbiamo detto prima.

Con un paio di fascette di velcro il sacco a pelo se abbastanza compatto si puo’ ancorare lo stesso sotto la sella oppure anche sul telaio.

La tenda

La tenda e’ il classico accessorio che fa molto bikepacking ma che potrebbe non essere necessario per una notte.

E’ possibile trovare tuttavia delle tende econiche al seguente LINK

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Sono da evitare le tende POP-UP ossia quelle fatte da due anelli che si aprono. Anche se molto simpatiche e pratiche queste tende sono troppo ingombanti per il bikepacking.

La progettazione dell’itinerario

L’itinerario in bikepacking e’ tanto necessario progettarlo quanto piu’ leggeri pensiamo di viaggiare.

La cosa principale ad esempio e’ trovare dove recuperare l’acqua visto che non e’ possibile pensare di portare con se acqua per 2 giorni (indicativamente 6litri).

Bisogna quindi sapere dove trovare supermercati, fontane, sorgenti, ecc.

Altra cosa e’ pensare dove fermarsi a mangiare.

Ovviamente ci si puo’ portare qualche panino da casa ma bisogna anche considerare che magari potremmo avere piu’ fame del dovuto e che quindi potremmo decidere di fermarci a mangiare un toast da qualche parte.

Officina sempre con se

Ogni buon biker ha sempre con se un kit di riparazione ma in questo caso serve forse qualcosa in piu’.

Lo scopo del bikepacking e’ quello di continuare il viaggio anche quando si presenta l’imprevisto.

E’ di fatto una ottima pratica per tutti quei manager che si trovino a destreggiarsi con il problem solving.

Allora cosa mettere nello zaino?

Camera d’aria e pneumatico.

Multitool

Lampade e luci

Cavi

Pompa

Giro ad anello? Ma anche no!

I giri ad anello ci semplificano molto la vita ma ovviamente limitano molto gli spostamenti.

Nella realta’ delle cose ci sono tantissimi treni che permettono di caricare la bici e che ci possono riportare a casa rapidamente.

Attenzione che molto spesso bisogna fare il biglietto anche alla bicicletta.

Quella bizzarra idea di partire al tramonto

Potrebbe essere una idea insolita ma piuttosto interessante quella di partire al tramonto specialmente nelle belle notti di luna piena.

Attenzione pero’ a pianificare bene l’ora di arrivo perche’ di solito i campeggi non hanno la reception aperta 24 ore al giorno.

Potrebbe essere una idea anche quella di pedalare lentamente per tutta la notte per poi arrivare a destinazione e fare colazione.

In questo caso bisogna essere molto sicuri del corredo che abbiamo per essere visibili.

Se pensi per esempio di pedalare per molte ore l’ideale e’ puntare su strumenti passivi per aumentare la visibilita’ come catarifrangenti o giubbini ad alta visibilità.

In maniera parallela e’ necessario di dotarsi di luci su bici che possano funzionare per molte ore o pensare di mettere una dinamo sul mozzo.

Una dinamo sul mozzo anteriore da notevoli vantaggi in termini di praticita’ e gli svantaggi sono piuttosti ridotti.

L’esperienza di bikepacking di Fabio.

Riporto di seguito l’esperienza di Bikepacking di Fabio nostro affezionato lettore e biker siciliano.

Da lui qualche consiglio utile per vivere la massimo una serata in bicicletta.

Prima di partire studio sempre bene il percorso, per capire per esempio quali dislivelli incontreremo oppure se quello che ci sembra un rigagnolo che possiamo attraversare tranquillamente invece è un fiume che ci blocca e dovremmo tornare indietro e riguadagnare la quota che abbiamo appena lasciato alle nostre spalle (parlo per esperienza personale).

In questo caso google maps è molto utile.

Da non sottovalutare che dopo tutte queste ore passate in bici dormire in un sacco a pelo, sul terreno duro, non è proprio il massimo del riposo.

Se si attraversano dei centri abitati si può portare la sola borraccia, che io riempio soltanto con acqua minerale (e aggiungo integratori minerali), dopo che ho avuto qualche problema di stomaco nell’avere bevuto acqua dalla fontanella pubblica.

E’ importante quindi cercare quali strutture si potrebbero incontrare lungo il percorso: oltre i campeggi si possono incontrare anche strutture di religiosi che ospitano per pochi euro o B&B e conviene contattarli per tempo, perché potrebbero essere al completo o, addirittura nel caso dei B&B, essere chiusi in quel periodo.

Per quanto riguarda i camping ce ne sono alcuni che permettono di prendere in affitto la tenda o un bungalow, mentre altri non permettono il soggiorno se non si ha la propria tenda.

Cercare un campeggio che affitti la tenda è importante perché evita di portare almeno 3,5 kg di peso e in bicicletta, quando si pedala per circa 10 ore al giorno, è un peso enorme.

E a questo proposito se si viaggia in compagnia è meglio dividere il peso delle cose comuni, come per esempio gli attrezzi per riparare la bici, la pompa e così via.

E’ sempre importante avere un occhio al peso: anche 100 g fanno la differenza in salita, specialmente dopo una giornata in sella.

Oltre la camera d’aria e il copertone di riserva converrebbe avere con sè un kit di riparazione: colla e pezzette per rattoppare qualche eventuale piccolo buco, delle fascette di plastica, quelle da elettricista per capirci, un nastro adesivo largo e non ultimo qualche “bentelan” in caso di morsi di insetti.

A proposito delle ore passate in sella, io porto un vasetto di ammorbidente per proteggere le parti soggette a sfregamento con la sella.

Per l’abbigliamento metto dentro i sacchi il minimo indispensabile, anche perché facciamo queste escursioni col bel tempo.

Io porto intimo in numero uguale ai giorni da passare fuori, un pantalone lungo e un maglietta per la sera, le  divise di ricambio e un giubbottino anti pioggia.

Per quanto riguarda le scarpe prima ne portavo un paio di ginnastica da mettere la sera.

Adesso ne ho comprate un paio da bici che con i ganci, ma che sono pensate anche per potere camminare e risparmio un bel po’ sul peso.

Cerco di mettere, per quanto possibile, il ricambio serale nella borsa nel frame e il ricambio da usare l’indomani nella borsa a sbalzo dietro la sella.

La prima volta ho usato le borse da mettere lateralmente, ma non sono state pratiche perché nello sterrato mi dovevo fermare spesso per ridistribuire i pesi e agganciare continuamente le borse, che tra l’altro si sono pure rovinate.

Da allora in poi uso le borse che sono in linea con la bici.

Conclusioni

L’esperienza di Fabio io l’ho trovata molto utile.

Spero di ricevere altri contributi da parte vostra per continuare a sviluppare questa rubrica dedicata al bike packing.

Buon viaggio

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Michele Zanchin

Michele Zanchin

Classe 1976, sono un grande appassionato di Mountain Bike da oltre un quarto di secolo. Sono papà di due bellissime bambine, marito e manager. Mi piace il mondo della MTB con un particolare sguardo agli aspetti tecnici senza tuttavia esagerare. Gli articoli che troverai sono frutto di ricerche personali e di consulenze con affermati professionisti. Se lasci la tua email potrai ricevere newsletter con consigli da un appassionato come te.
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