Allenarsi in inverno con il Cross Training

Oggi voglio condividere con tutti voi un Video-Esercizio che ho visto fare in diretta assieme a Davide di CiclismoPassione.com quando ho avuto la fortuna di conoscere Fabrizio Pederzoli e Stefano Carbonieri i due ideatori del Metodo PIT di preparazione invernale.

Stefano in particolare si occupa dell’aspetto scientifico della metodologia e ha messo a punto e curato personalmente la parte di lavori a corpo libero che sono associati alle lezioni da fare su rulli o spinbike.

Ma anzitutto chi è Stefano ?

Stefano Carbonieri è un uomo di sport a tutti gli effetti (anche buon ciclista ) laureato ISEF con tesi sulla Biochimica dello Sforzo Muscolare, è – tra le tante altre cose – preparatore atletico per mtb, ciclismo, calcio , nuoto, tennis,  docente regionale CONI, docente nazionale F.I.Tri. (fed. Triathlon). Mi fermo perchè se dovessi riportare tutto il suo curriculum ci vorrebbero due pagine intere.

Assieme al socio Matteo Grilli, ha fondato MC6 LAB, uno studio di valutazione funzionale e di consulenza sportiva a Carpi (MO).

Quando sono stato con Davide a Carpi e ho conosciuto Stefano, ha iniziato a parlarci con grande entusiasmo di Cross Training, una pratica di allenamento che lui usa spesso con grandi risultati per gli atleti che segue.

In particolare ci ha spiegato che il Cross Training è particolarmente adatto per biker e ciclisti in questo periodo dell’anno, per sparare le ultime cartucce e tenere cuore gambe e polmoni belli svegli.

Naturalmente abbiamo colto la palla al balzo e gli abbiamo chiesto di darci una dimostrazione pratica , ed il risultato è  l’articolo che segue di Stefano e soprattutto un bellissimo Video-Training dimostrativo di un esercizio di Cross Training.

Ecco l’articolo di Stefano e sotto il video (anzi sono due e non ti perdere il secondo perché é esilarate…)

Cross Training : le 5 caratteristiche di un allenamento veloce ed efficace

di Stefano Carbonieri

 1 – Sviluppo fisico generale 

E’ un ottimo sistema di preparazione generale e non specifica che influenza il proprio condizionamento  generale, sostitutivo di nuoto di pilates di spinning e rulli. 

Una seduta di 45/50’ di CXT oltre a essere varia e divertente promuove un utilizzo completo dei distretti muscolari in modo però diverso dal ciclismo e in tal modo si creano adattamenti complementari che vado a utilizzare ogni volta che mi rimetto in sella per fare trasformazione. 

Ad esempio la postura a sedia contro il muro in isometria mi sollecita il distretto dei flessori e degli estensori in forma statica, e a seconda della durata in termini di forza resistente o di resistenza lattacida. 

Quando vado a fare la trasformazione in sella passo da una postura statica ad una azione dinamica e gioco forza metto in crisi il mio centro di elaborazione motoria che deve ricorrere a strategie neuro motorie aggiuntive per risolvere il problema di prestazione che viene richiesto.

2 – Pratica non specifica (vantaggi)

Il plus di questo aspetto come già detto è la possibilità di intervenire con un sistema di allenamento che presenta delle variabili (gli esercizi abbinati alla pedalata, il recupero tra gli stessi, l’assimilazione metabolica delle accoppiate es + pedale, l’assimilazione fisiologica del susseguirsi delle accoppiate). 

Risulta quindi una pratica non specifica ma generica, dove comunque rimane la pedalata, e dove soprattutto ci sono delle difficoltà tecniche, muscolari e metaboliche che risultano incisive per via degli adattamenti a largo spettro che inducono.

3 – Mappa motoria elastica

E’ il frutto di questa pratica nel senso che introdotta in un periodo preparatorio generale come i mesi invernali , e fatta 1-2 volte la settimana mi permette di ricostruire un insieme di potenzialità neuro motorie anche solo in termini di percezione, che in seguito tornando alla specializzazione e alla pratica costante rappresenteranno un quid condizionale e tecnico in più a disposizione.

4 – Lontano dalle gare

E’ una condizione basilare perché in situazione di ricerca della massima prestazione è la specializzazione che esalta le potenzialità costruite e disponibili. Lontano dalle gare invece c’è margine per il discorso contrario vale a dire “ scaviamo nel generale per poi giungere nello specifico arricchiti ”.

5 – Divertente

Il Cross Training rappresenta una valida alternativa nei mesi invernali alle pratiche consuete, ed anche in clima di preparazione specifica (lontano dalle gare che interessano) può rappresentare un valido contributo in caso di pioggia o di poco tempo a disposizione. 

Controindicazioni ? A parte il divertimento, nessuna !!!

Mi garantisce miglioramenti prestazionali in gara ? Come tutti i sistemi di preparazione offre delle opportunità di evoluzione, dopo sta all’atleta sapere trasformare in ambito dinamico.

Ai miei atleti che seguo (non solo nel ciclismo) è una pratica ormai insostituibile. 

Stefano Carbonieri

Guarda adesso il video allenamento ideato da Stefano Carbonieri ed eseguito da Fabrizio Pederzoli

E ora se vuoi farti una risata guarda il video sotto (fino alla fine…)

Se volete qui sotto trovate il link per scaricare la scheda completa dell’esercizio:

Scheda Cross Training

Non trovate sia un modo esaltante ed efficace di allenarsi in questo periodo? Di certo non ci si annoia.

Che ne pensate?

Spazio ai commenti!

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Davide - Mtb Passione

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