Storia della mtb: gli ultimi 30 anni

La storia della MTB. Partiamo dall’inizio.

La storia della MTB inizia molti anni fa. Da quando è nata la bicicletta le persone hanno iniziato a sfidarsi su questo nuovo mezzo e il progresso tecnologico ha fatto passi da gigante ogni anno.

La bici mountain bike moderna nasce alla fine degli anni settanta in California, dopo un lungo periodo in cui venivano usate biciclette adattate, dette klunker (catorci) per far gare in discesa su strade forestali; Si ritiene che la prima bicicletta appositamente costruita per l’uso fuoristrada sia quella di Joe Breeze, nel 1978. Successivamente Gary Fisher, Charlie Kelly e Tom Ritchey si associarono nella Mountain Bikes. Nei primi anni ottanta vennero vendute le prime mountain bike prodotte su larga scala. A quel tempo erano poco più che biciclette da corsa irrobustite, con manubrio dritto e gomme più larghe.

Tratto da : https://it.wikipedia.org/wiki/Mountain_bike

Ma cosa è cambiato davvero dal 1980 ad oggi? Semplicemente tutto!

A guardare la prima MTB ci viene quasi da sorridere pensando che un tempo questo prodotto fosse uno dei più innovativi sul mercato. Insomma possiamo dire di tutto ma non che una bicicletta così si possa classificare come MTB.

Andiamo ora nel dettaglio.

Quali innovazioni hanno colpito il mondo delle gomme tassellate negli ultimi 30 anni?

Storia della MTB: Anni ’90.

Qui si passa da un prodotto da strada adattato per percorrere tratti sterrati ad una vera e propria mtb.

È in questo momento che si sviluppano i primi sistemi di sospensione. Non pensiamo alle forcelle, quelle ci vorrà ancora qualche annetto per vederle montate di serie su una bici.

Con sospensioni dobbiamo pensare a cuscinetti e parti in gomma che permettevano una guida più confortevole tra buchi e sassi.

Possiamo definire gli anni tra 1990 e 1995 gli anni della sperimentazione. I modelli di questo periodo sono spesso al limite dell’imbarazzo. Definirli buffi ad oggi è quasi un complimento.

Penso ad esempio ai primi sistemi di sospensione montati sull’attacco manubrio; per farla breve degli strati di gomma che permettevano alla pipa di assorbire qualche vibrazione.

Per non parlare dei primi cambi Shimano SIS. I classici con la leva che potete vedere nella foto sotto. Chiunque ci abbia pensato non conosceva la parola ergonomico.

Eppure è proprio grazie a queste invenzioni  che hanno fato la storia della mtb che oggi possiamo pedalare su mtb performanti; che ci permettono di arrivare ovunque.

Una vera novità? Gli attacchi a sgancio rapido al posto di gabbiette e puntali. Questa rivoluzione era ancora una cosa per pochi e solo successivamente si inizieranno a usare anche tra gli amatori. Per il momento si ammirano solo pochi eletti che hanno il coraggio di agganciarsi ai pedali con le scarpe.

Storia della MTB: Primi anni 2000

In questi anni l’innovazione è nell’aria.

Rock Shox, Marzocchi e in ultima FOX sono le parole sulla bocca di tutti i biker.

Le prime forcelle vengono montate di serie sulle MTB e non solo sulle bici in coppa del  mondo.

Anche al posteriore si assiste ai primi tentativi di ammortizzatore e di full suspended. Molti di quei sistemi di leveraggio sono ancora in uso oggi sulle nostre mtb.

Questi primi tentativi di sospensione erano pesanti, con interno a elastomeri e molle. Di norma non regolabili se non qualche prodotto.

Anche le discipline legate a questo settore si ampliano.

Sebbene negli USA il termine downhill e freestyle fosse già quasi una realtà; in Italia si sente parlare di all-mountain e si iniziano a vedere bici full e con caratteristiche più simili alle mtb odierne.

Anche i freni hanno una rivoluzione. Si passa dai cantilever ai V-brake ed infine ai primi freni a disco; ovviamente a filo.

Anche il modo di cambiare si modifica. Ricordiamo tutti il grip-shift; quel cambio integrato nella manopola.

Il numero e  i denti dei rapporti cambiano; si passa da cassette da strada adattate alle mtb, di solito 3×7, a cambi con corone più importanti; tutto questo per permettere di affrontare salite su sterrato più impegnative.

Storia della mtb: 2005 – 2008

Il carbonio diventa la parola d’ordine sul telaio mtb.

Nonostante qualche piccola modifica a livello di componenti la vera novità in questo periodo è il telaio. Non solo il materiale ma che la geometria.

Angoli sterzo più aperti, movimenti centrali più alti, l’arrivo delle discipline più estreme e i primi percorsi dedicati alle mtb.

Nonostante l’arrivo del carbonio anche i telai  in alluminio si modificano. Mi ricordo molto bene la mia prima mtb da 26”; la Yecora di casa Scott. A pensarci oggi la chiamerei MATTONE. Per l’epoca però, nonostante il telaio in alluminio, era una delle bici più leggere sul mercato.

Anche la posizione di guida si modifica. Rispetto a prima l’aumento delle competizioni e delle ore di pedalata portano grandi innovazioni nel modo di stare sulla bici. Si creano diverse misure di pedivelle e attacchi manubrio, arrivano i posizionamenti biomeccanici. Si inizia a studiare materiali come selle e manopole più comodi e con diverse misure in base alle esigenze del ciclista.

In questi anni si ha anche la rivoluzione dell’idraulica sulla bici. Molte mtb di alta gamma montano freni idraulici a disco; caratteristica prima esclusiva di bici più estreme e con escursioni importanti.

Anche l’abbigliamento cambia. Rispetto alle vecchie tutine aderenti si iniziano a vedere anche ciclisti con pantaloncini larghi e maglie non più aderentissime. La vera novità nel modo di vestire si avrà però solo più avanti.

Il 2005 è il primo anno in cui si ha una gara word cup di downhill in Italia, precisamente a Livigno.

Rispetto alle bici di oggi anche la bicicletta mountain bike di questi campioni del mondo è al limite del ridicolo. Angoli di sterzo ancora uguali a quelli delle normali mtb xc. Alcuni di loro giravano ancora con bici front e altri avevano ammortizzatori che pesavano 20 kg solo loro.

Le bici con ruote artigliate fanno un grande passo avanti; arrivando molto vicino a quello che oggi è il settore. In primis il generale aumento dei prezzi.

Storia della mtb: 2009-2012

La fine di un’epoca per la storia della Mountain Bike.

Il cambio 3×9, le forcelle a molla e le ruote da 26”. Tutto destinato a finire nel giro di pochi anni.

In questi anni il carbonio domina sui materiali.

Il 2012 ad esempio mi ricorda i primi freni idraulici con leve in carbonio; gli ENVE (cerchi in carbonio) sono il nuovo must da avere che spopola sulle riviste e sulle bici di coppa del mondo.

Si passa a manubri più larghi. Una delle più belle innovazioni a livello estetico sono le manopole lock-on. Queste manopole non sono un esempio casuale. È dalla rivoluzione degli anelli laterali colorati di questi prodotti che inizia il mondo delle mtb con colori sgargianti.

Prima i componenti, poi i telai ed infine i vestiti prendono toni di colore sempre più fluo.

A livello di abbigliamento si inizia a parlare di protezioni. Non solo  i cachi diventano più coprenti e leggeri; ma si iniziano a vedere protezioni per corpo e gambe dedicati alle discipline della mtb più estreme. Prima di questi anni le protezioni per enduro e downhill non erano altro che classici prodotti da motocross.

Pensate che le protezioni in 3do si vedranno in Italia solo nel 2013.

In questo periodo si ha l’inizio dell’uso della parola standard nella storia della mtb. Si modificano le battute dei mozzi e arrivano le forcelle coniche. A livello estetico però le bici non sembrano così diverse. Si pensa solo al peso. La novità è che le case produttrici iniziano a accordarsi veramente sui componenti;permettendo di modificare le bici senza cercare prodotti specifici.

L’esempio è quello di Marzocchi con le forcelle a doppia piastra. Fino al 2010 questa forcella non aveva i fori e non permetteva di montare attacchi diretti. Nel 2011 Inizia a montare i fori, ovviamente con una distanza diversa da quelli di Rock Shox; il che non permetteva di usare gli stessi attacchi manubrio.

Solo nel 2012 questa casa si adatterà al nuovo standard.

Storia della mtb: 2013 – 2015

La cosa più rivoluzionaria è la nascita di nuovi marchi. I prodotti che avevano regnato pe runa vita come primi sul mercato perdono potenza e si affacciano nuovi concorrenti.

Questo meccanismo porta un generale aumento dell’arresto dei prezzi e solo poche case resistono.

In generale si inizia a ricercare la qualità. I nuovi biker non sono più degli appassionati ma dei veri e propri sportivi. È l’anno in cui davvero si sente parlare di frequenza della pedalata e di fascia cardio. Insomma il mondo della mtb diventa non più una passione ma una vera ragione di vita per molti.

Sebbene si iniziasse a parlare già da tempo di ruote più alte non erano ancora state viste di buon occhio. Nel 2015 ormai lo standard è diverso, quasi più nessuno usa ruote da 26”. La 29” è la tecnologia del momento e le bici, anche con questo nuovo formato, assumono forme più aggraziate rispetto ai primi modelli.

È l’anno in cui tutto è diverso; non solo le ruote ma anche le forcelle ad aria diventano un obbligo anche su bici dal basso valore.

È stato il primo anno nella storia della mtb in cui una forcella ad aria viene montata su una bici sotto i mille euro.

Anche il modo di pedalare cambia radicalmente. Nonostante i continui cambiamenti negli anni riguardo alla posizione in sella, che con il tempo è diventata più eretta, si era sempre stati abituati ad avere 2 rapporti all’anteriore; l’idea di far girare le gambe senza spingere era fuori dal concetto di mtb e lasciato solo alla bici da strada. Nel 2015 si parla di 1×11. Questa tecnologia, all’inizio molto criticata, diventa quello che tutti i professionisti cercano. Ovviamente essendo i primi tentativi i prodotti non erano al massimo della loro precisione.

Anche la frenata diventa tutta nuova. I freni più potenti e meno soggetti al surriscaldamento si vedono anche sulla bici front con escursione 100. Questo arriva dai nuovi tracciati che si vedono prima al mondiale e poi anche sui percorsi di tutti i giorni; con discese e passaggi pensabili fino a un anno prima solo con una bici da downhill.

Le nuove discipline prendono piede. L’enduro e il downhill, un tempo considerati per pochi pazzi in cerca di adrenalina, iniziamo a essere considerate come vere e proprie discipline della mtb e chi le pratica è chiamato atleta.

Le fat prendono piede; anche se rimarranno sempre viste come bici per divertirsi e  non come strumenti per una disciplina sportiva. Dopo il 2015 infatti spariranno quasi completamente dalla circolazione.

Vediamo i gadget. Nel 2015 penso che il 95% dei ciclisti abbia iniziato a montare ciclocomputer con gps. Garmin e Polar diventano le ricerche internet più diffuse tra gli ammanti della pedalata. Granzie anche allo sviluppo di applicazioni per smartphone che si interfacciano chi ancora non monta questi prodotti si adatta.

L’abbigliamento è calzoni buggy anche per l’xc.

Tutto questo dettato da campioni come Marco Aurelio Fontana che li indossa in coppa del mondo.

Marco Aurelio Fontana rides in Le Manie – Finale Ligure, Italy on February 07th, 2013 // Alessandro Dealberto/Red Bull Content Pool // P-20130212-00102 // Usage for editorial use only // Please go to www.redbullcontentpool.com for further information. //

I nuovi materiali nell’abbigliamento portano benefici sia per il minore peso sia per la pedalata che diventa  più confortevole;dovuto anche all’aumento delle ore che si passano sulla bici durante le uscite.

Iniziamo a introdurre due concetti di cui si parlerà davvero solo l’anno dopo nella storia della mtb: plus ed e-bike.

Storia della mtb: 2016

L’anno dei campioni.

Ebbene si. Le bici ormai hanno le geometrie odiarne; angoli di sterzo ampi, movimenti centrali bassi, telai full carbon, manubri larghi e ruote più alte e più larghe.

I componenti però subiscono una svolta per la storia della mtb. Partiamo dal cambio. Sebbene ci fossimo abituati all’1x nel 2016 esce il 12 rapporti posteriore di Sram. I 50 denti sono davvero comodi; avere così tante opzioni tra cui scegliere come rapporto per pedalare è un modo di pedalare del tutto nuovo.

Altra caratteristica che tutti cercano è il reggisella telescopico. Non solo sulle enduro ma anche trail e xc iniziano a montarli. I prezzi più accessibili di queste innovazioni fanno si che diventino confort necessario anche per gli amatori.

Il carbonio diventa d’obbligo anche su bici gravity e anche questo settore si standardizza completamente alle ruote più alte.

Si assiste al ritorno del 650b. Mentre negli ultimi anni l’opzione del cross country era solo 29” nel 2016 si ha una sorta di ritorno al passato.  Abbiamo due standard di ruote che dipendono in molti casi dall’altezza del biker.

Ma le novità sulle ruote non finiscono qui. Ricominciano quest’anno i test sulle ruote da 29” per il downhill; e come non ricordare la Focus con ruote da 36” presentata in aprile? Insomma anche se ci siamo abituati a ruote più grandi non sembra che le case vogliano fermarsi a questi standard. Questa rivoluzione sugli standard è ancora in corso e chissà quando si fermerà.

Anche le forcelle attuano nuovi standard. Rock Shox applica il colore nero agli steli; un trattamento che garantisce maggiore scorrevolezza a tutte le forcelle. Anche il trattamento Kashima di FOX arriva ad un prezzo più accessibile.

Sempre parlando di forcelle possiamo dire che marchi come Specialized applicano le tecnologie un tempo usate solo per i top di gamma, come il brain, anche a bici con face di prezzo medie.

Insomma tutti posso ormai guidare bici da veri campioni del mondo.

Anche i marchi cambiano. Nuovi marchi entrano o tornano sul mercato e i nel campo delle acquisizioni se ne vedono alcune davvero importanti. Ormai Sram è un colosso; le grandi case sono sempre meno e con sempre più marche sotto il loro controllo. Anche a questo è dovuto l’aumento dei prezzi di questo anno.

Le e-bike, fino all’anno prima considerate il prodotto che avrebbe ucciso il mercato, iniziano a essere accettate. Molti inizino a interessarsi e si sviluppano sistemi ad hoc.

Per quanto riguarda le plus sono ancora un formato anomalo nella storia della mtb. Tutti ne parlano ma nessuno le usa. Il dubbio di queste ruote è: che utilità hanno realmente? Si scoprirà alla fine dell’anno che sono utilissime sulle e-mtb; aumentando di molto il commercio e il range di utilizzo delle bici a pedalata assistita.

 2017

Le novità di quest’anno sono solo di tipo strutturale; nuove tecnologie interne delle forcelle, nuovi sistemi interni negli impianti frenanti e altre.

Quest’anno la vera novità sono i miglioramenti di sistemi già esistenti. La vera particolarità è questa: i prodotti che fino all’anno scorso erano il top di gamma o ancora delle incognite per molti sono stati portati al grande pubblico.

L’eagle di Sram si trova anche su bici non top di gamma come montaggio; i motori delle e-bike sono diventati più potenti e hanno finalmente una buona fetta del mercato off-road. Basti pensare che nel 2017 il 15% del mercato tedesco pedala su una e-bike.

Ebbene si, le trasformazioni ci sono state e anche importanti.

Vorrei soffermarmi sulle escursioni delle bici trail-enduro. Questi prodotti hanno visto un aumento delle escursioni; in particolare le mtb enduro sono passate da 160mm a 170mm e le trail sono diventate 150mm.

Insomma i rider di oggi voglio più velocità in discesa e più sicurezza.

Altra novità di quest’anno è l’ammortizzatore a molla su molte trail. Ritorno al passato? Non credo. Di sicuro questo sistema famoso nella storia della mtb, che era stato abbandonato in precedenza anche su bici downhill per passare a sospensioni ad aria, è uno dei più affidabili e sicuri. Per chi cerca velocità sui percorsi e semplicità dei componenti la molla è un ottimo prodotto; capace di dare molta stabilità influendo in modo relativo sui kg delle bici odierne che hanno raggiunto pesi piuma.

Nel 2017 è stato anche lanciato il cambio elettronico di Shimano. Questa innovazione, presente ormai da qualche anno sulle bici da corsa, si è trovata ad affrontare anche lo sterrato. Se sarà un fallimento o un successo lo potremo stabilire solo tra qualche anno. Per ora rimane un prodotto d’elite usato solo da alcuni nomi di coppa del mondo. Resta comunque un prodotto che si appresta a cambiare nuovamente il mondo della mtb, portando anche qui l’elettricità.

2018: cosa ci aspetta nella MTB del futuro?

Prima di concludere vorrei parlarvi del prossimo anno. Neanche noi di mtb passione possiamo prevedere il futuro ma, per chi in questo mondo ci lavora, è facile vedere prodotti non ancora ufficializzati ma già in produzione e che saranno disponibili a breve sul mercato.

Di molti di questi non possiamo ancora parlare perché coperte dal segreto aziendale.

Vi possiamo però dire che le e-bike faranno un grosso salto in avanti; portando l’esperienza di pedalata molto vicina a quella delle mtb muscolari. Questo dovrebbe allargare ancora di più la fetta di mercato che si avvicina al prodotto. Insomma il mercato potrebbe diventare completamente elettrico. Queste bici potrebbero essere viste ancora più come parte integrante di questo mondo; non come una realtà a se stante come sono viste oggi.

Per il resto aspettatevi molti prodotti simili ai top di gamma ma con un prezzo molto più accessibile.

Molte novità sono già pronte per essere commercializzate e daranno un nuovo volto a questo sport.

Questo viaggio ne tempo mi ha evocato ricordi unici. In tante parti mi ha ricordato di come le mie vecchie bici, che reputavo spettacolari, non siano altro che l’inizio di un mercato in continuo sviluppo e che non mostra segni di arresto.

Per altre info sulla stroria della mtb potete vistitare anche:

oppure:

http://www.365mountainbike.com/database-mtb.html

La storia della MTB fa parte di una molto piu’ grande: quella della bicicletta.

Anche se abbiamo parlato di mountain bike non possiamo non ricordare che questa settimana si festeggiano i 200 anni della Bicicletta.

L’azienda Moto One ha realizzato un Jersey commemorativo che sarà disponibile solo per questa settimana.

Chiunque voglia scopire il design, le caratteristiche ed il prezzo può farlo cliccando sull’immagine.

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Edoardo Zella

Classe 1994 è l’elemento “extreme” dello staff. Tra gli studi di economia e il lavoro passa gran parte del suo tempo tra bike park, pump track e campi dirt-slopestyle. Oltre agli allenamenti e alle gare fa spesso da istruttore downhill e guida bike park. Espertissimo nel campo delle novità e di tutto il settore mtb. Per gli amici è IL MANETTA.
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