La frequenza cardiaca massima non basta: il protocollo di Ottolini

Cardiofrequenzimetro

Articolo a cura del coach Saverio Ottolini

Saverio Ottolini

In ogni attività agonistica la prestazione è influenzata da una serie di fattori che intervengono in maniera quantitativamente differente in relazione alla tipologia di sport che viene praticato.

Vi sono fattori anagrafici, antropometrici, ambientali e organico-funzionali.

Alcuni di questi sono indispensabili sia per “VALUTARE” l’atleta che, in seguito, per definire i corretti riferimenti e indici per l’allenamento.

Se per migliorare una variabile prestativa occorre uno stimolo allenante, è fondamentale che l’atleta abbia i riferimenti corretti di intensità e volume per generare tale stimolo.

Per determinare questi riferimenti è necessario eseguire un TEST DI VALUTAZIONE che oltre a misurare il “comportamento funzionale” dell’atleta (potenza, recupero, consumo di ossigeno ecc.) fornisce i parametri corretti per calcolare tutti i ritmi di allenamento.

In ambito fitness, dove il fine e gli obiettivi dei praticanti riguardano unicamente un miglioramento del benessere generale e della “forma”, attività in cui si lavora sempre a intensità medio basse (anche per tutelare la salute dei praticanti, soprattutto di chi inizia o riprende l’attività fisica dopo un periodo di inattività), le intensità di lavoro vengono STIMATE in base a formule generali che in base all’età del soggetto forniscono ipotetici valori massimali, sulla base dei quali vengono calcolati dei range percentuali.

Le formule di cui stiamo parlando sono

Frequenza Cardiaca Massima = 220 – ETA’ (ANNI)

Oppure

Frequenza Cardiaca Massima = 208 – 0,7xETA’ (ANNI)

Le formule sopraindicate indicano implicitamente che due persone della stessa età, una alta ed una bassa, una magra e l’altra grassa hanno esattamente la stessa Frequenza Cardiaca Massima. Questo é decisamente impossibile.

Questa metodologia non può assolutamente essere applicata in ambito sportivo agonistico e amatoriale perché è noto che parametri come la frequenza cardiaca sono del tutto soggettivi e spesso variano molto rispetto agli standard.

Inoltre, tutte le intensità di allenamento per la mountainbike devono essere calcolate in funzione della soglia anaerobica e non della frequenza cardiaca massimale che subisce molte variazioni in funzione della condizione dell’atleta.

Per comprendere quali gravi errori possono essere commessi senza effettuare una corretta valutazione, prendiamo il caso di un soggetto bradicardico (quindi con una risposta cardiaca attenuata rispetto allo standard); la bradicardia è una condizione molto frequente tra gli sportivi, non correlata a nessun deficit cardiaco o prestativo.

Se facciamo allenare questo atleta utilizzando range definiti in base alle Frequenze Cardiache stimate in funzione dell’età (parametri standardizzati), andremo a SOVRASTIMARE tutte le intensità di lavoro portando il soggetto a lavorare in modo eccessivo con sviluppi negativi legati prima alla prestazione e poi alla salute stessa.

I test di valutazione sono fondamentali anche per monitorare la performance di un biker in riferimento ai cicli di allenamento effettuati, creando un archivio completo di tutto la sviluppo atletico del soggetto; per effettuare un test completo ed attendibile sono necessari ergometri professionali, protocolli scientificamente validati e personale qualificato che oltre ad effettuare correttamente il test sappia anche analizzare e valutare i risultati.

Tutto questo si può trovare unicamente in un Centro di Valutazione Funzionale.

Studiando il piano di allenamento per la preprazione invernale sapevamo che molti biker non avrebbero avuto la possibilità (economica o logistica) di effettuare un TEST presso un Centro di Valutazione, e per questo motivo abbiamo sviluppato il protocollo S.A.S.A. ossia Sistema di Autovalutazione Soglia Anaerobica.

Attraverso il Protocollo S.A.S.A. un biker é in grado di STIMARE il valore di SOGLIA ANAEROBICA ossia il parametro fisiologico che riveste un’importanza fondamentale, per determinare le frequenze cardiache di allenamento; la “Soglia Anaerobica” rappresenta il limite funzionale del nostro motore aerobico.

Il valore di soglia anaerobica indica quell’intensità di esercizio (quindi una “zona di lavoro”, un wattaggio ed il relativo valore di frequenza cardiaca), in cui i meccanismi di smaltimento dell’acido lattico non riescono più a far fronte alla sua produzione, causandone un accumulo progressivo a livello muscolare ed ematico.

Se da una parte siamo perfettamente coscienti e teniamo a sottolineare che i risultati del Protocollo S.A.S.A.. non possono essere assolutamente considerati “scientifici”, possiamo garantire che i dati ottenuti sono ATTENDIBILI per la determinazione dei range di allenamento e GARANTISCONO all’atleta riferimenti CORRETTI E PERSONALIZZATI.

Il Protocollo S.A.S.A. consiste in una sequenza di allenamento in salita su strada sviluppata in due giorni consecutivi.

Il carico di lavoro porterà il cuore ad un valore massimale dal quale sarà derivata la frequenza di soglia anaerobica e tutte le sequenze di lavoro.


Michele MTB Passione

Michele, fondatore di MTB Passione

Mi permetto di chiudere la spiegazione scientifica del coach Saverio Ottolini dicendo che il Protocollo S.A.S.A. non é stato “inventato” per MTB Passione questa mattina ma bensì é stato testato e corretto negli anni da centinia di biker che Saverio ottolini segue nel suo centro di preparazione atletica SPORT ATTITUDE di Verbania.

Nel suo centro si sono formati i campioni italiani di Cross Country, Marathon ed Enduro.

La preparazione invernale che Saverio Ottolini sta sviluppando per i lettori di MTB Passione é basata sul Protocollo S.A.S.A.

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Classe 1976, sono un grande appassionato di Mountain Bike da oltre 15 anni. Sono papà, marito e manager e quindi il mio approccio MTB è di tipo scientifico perché mi trovo sempre nella difficoltà di coniugare la passione per la bici con gli impegni lavorativi e la famiglia.
13 commenti
  1. Marcello
    Marcello dice:

    Salve, mi piacerebbe conoscere più nel dettaglio il protocollo. Spero di ricevere presto delle news.

  2. matteo paesano
    matteo paesano dice:

    Buon giorno sono un Master spinning CSEN e ritengo l’articolo molto interessante, finora ho consigliato ai miei utenti/clienti oltre ad un controllo annuale in un centro specializzato, di utilizzare la formula di Karvonen per stabilire le frequenze cardiache a cui riferirsi durante le mie lezioni (anche se grossolana quella formula prevede almeno un dato personale la frequenza a riposo) . sarei molto interessato al metodo di calcolo della soglia anaerobica e delle frequenze cardiache di allenamento per la tutela dei suddetti utenti. Grazie

    • Michele
      Michele dice:

      Ciao Matteo, ti invito a prendere contatti diretti con Saverio Ottolini. Cerca Sport Attitude Verbania su Internet e trovi il suo centro.

  3. FRANCO PIRAS
    FRANCO PIRAS dice:

    L’argomento trattato lo trovo di estremo interesse e ovviamente vorrei sapere qualcosa in più sul suddetto protocollo: come si fà?

    • Michele
      Michele dice:

      Ciao Franco,
      tutti i dettagli saranno comunicati a breve visto che il protocollo di Ottolini farà parte del nostro nuovo programma di allenamento.
      Ciao

  4. Andrea
    Andrea dice:

    Generalmente negli articoli in cui si parla di frequenze cardiache e formule per il calcolo delle soglie di allenamento, quando sono scritti da personale competente, viene sempre specificato che i valori sono indicativi e non sostituiscono in nessun modo l’esame medico svolto in strutture adeguate da medici competenti. Attenzione a divulgare metodi valutativi individuali sul funzionamento cardiaco perché le competenze richieste per la valutazione della funzionalità vanno ben oltre la semplice frequenza, scoprire i propri limiti di ” Pompa ” può essere una spiacevole e grave situazione !!!

    • Michele
      Michele dice:

      Proprio per questo motivo il nostro Metodo di allenamento di basa sul lavoro di Ottolini che da ben 25 anni allena ciclisti di mountain bike con il suo protocollo sviluppato in collaborazione con una equipe medica.

  5. Pasquale
    Pasquale dice:

    Posso confermare la validità del protocollo S.A.S.A., in quanto confrontato con un test funzionale fatto in laboratorio la FCmax differenziava di un solo BPM.

I commenti sono chiusi.