II gravel si diffonde: Jeroboam gravel challenge

Jeroboam è un termine più conosciuto fra gli intenditori di vino che di ciclismo, ma dal prossimo week-end avrà un senso anche per i ciclisti.
Il Jeroboam è il formato più grande di bottiglia, ben 3 litri di vino pregiato. Darà la denominazione al percorso più lungo (300 km con un dislivello di circa 7.000 m) dell’avventura ciclistica che si svolgerà nel suggestivo territorio di Franciacorta, in provincia di Brescia. Ci sarà anche il percorso “magnum” che corrisponde a 1,5 litri e ciclisticamente 150 km con circa 3.000 m. di dislivello. Il formato “standard”, sia della bottiglia che del percorso, sarà di 75, cl. o km
L’evento, alla sua prima edizione, è il Jeroboam Challenge Gravel Route, con I percorsi che si snodano interamente fra le vigne e, arrampicandosi verso la montagna, offriranno il miglior panorama del lago d’Iseo.
I due percorsi lunghi non sono una vera competizione, ma più una prova di sopravvivenza ciclistica: i partecipanti dovranno essere completamente autonomi, compreso il GPS per la navigazione e l’illuminazione della bici per pedalare anche di notte. Quest’ultimo dispositivo è obbligatorio soltanto per i partecipanti della 300 che partiranno sabato 20/5 alle 16, mentre gli altri percorsi partiranno all’alba del 21/5.
Tutti i percorsi partiranno e arriveranno ad Erbusco, che è il patrocinatore dell’evento insieme a Giangi’s Bike e all’azienda di componenti ciclo 3T.
Proprio quest’ultima ha un importante ruolo in quanto produttrice di un telaio in carbonio appositamente progettato per la nascente disciplina del gravel. Alcune bici saranno testate da un gruppo di giornalisti internazionali invitati a partecipare per godere della bellezza dell’area e della validità della prima gravel aerodinamica.
Noi ci saremo per verificare i molteplici aspetti dell’evento che si prospetta duro per le caratteristiche del percorso, altimetria e fondo non asfaltato all’80/90%.
Info: jeroboam.bike
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Sauro Scagliarini

Sauro Scagliarini ha vissuto la sua vita nello sport, da atleta a manager, da opinionista a manager, ma sempre con il fuoco della passione di chi interpreta lo sport nel piacere di esserne parte attiva. E' stato fra i primi a scoprire il triathlon e a portarlo in Italia fino a farlo diventare una Federazione. Ha inventato il primo circuito di eventi Granfondo su strada. Ora è fra i protagonisti del bikepacking e del gravel. Magari è solo fortuna..

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