Giro d’Italia: 6 motivi per seguirlo anche se ami la mountain bike

Il giro d’Italia compie 100 anni ed assieme al Tour De France con la Vuelta Spagnola e’ una delle gare ciclististiche piu famose al mondo. Alla luce di questo, perche’ un appassionato di Mountain Bike dovrebbe seguirlo? Ho individuato 5 motivi.

1. Conoscere meglio l’Italia

Ebbene si, putroppo la nostra passione, la mountain bike ci porta spesso a girare sugli stessi sentieri. Il motivo principale e che conoscere nuovi percorsi non e’ facile ed in mountain bike si corre qualche rischio in piu. Con il Giro d’Italia si ha la possibilità di conoscere qualche montagna in più visto che le tappe piu’ appassionanti sono appunto in montagna. Una volta conosciute sarà piu’ semplice organizzare gite fuori dai soliti giri.

2. Capire la strategia.

Una cosa del tutto assente dalle gare di MTB siano queste di XC che di Granfondo o Marathon e’ la strategia di squadra.
In queste gare di un giorno l’elemento strategico e’ totalmente assente e semplicemente vince chi arriva primo.
In una gara a tappe non e’ possibile pensare di arrivare primo ad ogni tappa. Bisogna sapersi risparmiare e saper dosare le proprie qualità personali per arrivare a conquistare il Giro. Decisamente una dimensione nuova per chi gareggia in mountain bike. Un insegnamento valido se in futuro saranno introdotte le squadre in Ultra Marathon come la Titan Desert o la Cape Epic.

3. Il design dei Jersey

Ok sarà una sciocchezza ma ho sempre invidiato ai ciclisti da strada delle grandi gare il design dei Jersey. Alcuni sono veramente bellissimi.
Non e’ male quindi ispirarsi ai design delle grandi squadre per disegnare meglio il Jersey della propia squadra di MTB magari azzardando qualche colore particolare.

4. Vedere come nasce un campione.

Nelle gare in MTB e’ molto difficile capire chi avrà un futuro o chi no visto che la storia la scrivono solo i primi 3 classificati. Nel giro invece emergono i caratteri di tanti ciclisti che magari non si piazzano ma che dimostrano coraggio e forza.

5. Organizzazione

L’organizzazione del giro e’ una macchina davvero impressionante in cui nessun dettaglio viene lasciato al caso. Se hai in mente di organizzare una granfondo e’ sicuramente al Giro che ti devi ispirare.
So che spesso cercano volontari lungo le tappe. Potrebbe essere una buona occasione per imparare qualcosa di nuovo.

6. La forza mentale

Per fare 3615 KM in 21 tappe con un dislivello complessivo di 43.000 m non basta essere preparati solo fisicamente perche’ questi numeri farebbero paura a chiunque.
Se a questo aggiungiamo il caldo e l’afa della pianura padana, il freddo delle montagne, e lo stress generale mischiato ad una buona dose di ansia per cercare di non farsi male e’ facile capire che arrivare alla fine diventa veramente una impresa. Solo con una buona preparazione mentale e’ possibile arrivare fino alla fine “vivi e vegeti”.
Bene io ho finito, e tu pensi di seguire il Giro d’Italia quest’anno? Pensi che possa esserti utile? Fammi sapere. Grazie.
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Classe 1976, sono un grande appassionato di Mountain Bike da oltre 15 anni. Sono papà, marito e manager e quindi il mio approccio MTB è di tipo scientifico perché mi trovo sempre nella difficoltà di coniugare la passione per la bici con gli impegni lavorativi e la famiglia.

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8 commenti
  1. Pa5qual3
    Pa5qual3 dice:

    Ciao Michele, io ho cominciato ad appassionarmi del ciclismo nel 1994 dalla prima vittoria di Marco Pantani, e successivamente al Mortirol. Ma l’apoteosi è stato il 2° posto dell’Alpe D’Huez a Tour de France, per me il ciclismo è nato con Marco……
    Detto questo, le strategie in MTB sono impossibili, proprio a causa della mancanza dei benefici dell’effetto scia, anche se negli ultimi anni, nelle Marathon più importanti, i grandi Team mettono sempre 2 o più bikers come supporto al capitano, vedasi Scott-Sram, Soudal Lee Cougan, DMT oppure Polimedical FRM.
    Per le nuove Jersey, quella che piace molto è quella della Movistar, soprattutto le maniche, davvero belle. Nota dolente è l’organizzazione nelle MTB, negli ultimi mesi ho notato un decadimento nei servizi primari (ristori, pasta party, docce, etc…).

  2. silvano masserini
    silvano masserini dice:

    ciao a tutti anche io sono appassionato di bicicletta da una vita ho 55 anni in famiglia siamo appassionati da generazioni la prima volta era negli anni 60 ero piccolissimo sullo Stelvio mentre nevicava io c’ero la prima volta che il giro è passato sul Mortirolo e anche il giorno in cui fermarono Pantani le tappe di salita sono sicuramente le più belle tantissima gente lungo i tornanti che vive in allegria e momenti in attesa dei ciclisti certo si vede molto meglio in televisione ma essere lì è veramente esaltanti è la cosa migliore è che tutti abbiamo il nostro idolo ma siamo lì a incitare tutti quelli che passano nel rispetto della fatica che fanno per questo fantastico sport quest’anno tempo permettendo approfitto del Giro d’Italia per tentare per la prima volta la salita del Passo dello Stelvio ciao a tutti e buon ciclismo

  3. Alberto Brunetti
    Alberto Brunetti dice:

    Il giro l’ho sempre seguito, non ci crederai Michele ma i sei motivi che hai elencato sono quelli che appassionano anche me, la possibilità di vedere luoghi d’italia, i duelli e le strategie delle squadre anche le biciclette (la merida di Nibali è spettacolare) ma anche tutte le storie e gli aneddoti che durante i momenti tecnicamente meno appassionanti vengono raccontate dai telecronisti e dai commentatori spesso ex ciclisti mi piacciono molto, ma loro girano su strade chiuse al traffico, probabilmente in bdc non ci andrei più, quello che è successo al povero Scarponi è una situazione che vivo ogni volta che affronto qualche strada “asfaltata” nei trasferimenti da un percorso all’altro oppure per tornare a casa, l’ultima ieri: un cretino che faceva inversione su via dei caselli romani si è pure “incazzato” perchè a suo dire doveva passare lui, per questo la MTB è il mio sport, sentieri sterrati in compagnia di qualche amico si fanno anche quattro chiacchiere lontano dal traffico .

  4. Stefano Bertolino
    Stefano Bertolino dice:

    Il giro lo seguo da sempre, come sto facendo in questo momento. Preferisco la MTB, ma la bdc ha il suo fascino.

  5. Franco
    Franco dice:

    Ciao Michele e grazie per i tuoi consigli sai da giovane andavo e amavo tanto questo sport poi per un motivo o l’altro ho mollato ed ora sono piu’ di 15 anni che ho cominciato di nuovo ma dalla mtb sono passato da 5/6 anni alla strada e devo dire che le cose cambiano molto faccio qualche gara in mtb ma su strada non mi piace gareggiare pero’ il giro mette a luce tanti aspetti l’agonismo lo sforzo le strategie e tutto questo fa il grande fascino delle due ruote….sempre a chi piace questo tipo di sport…e rispetto alle ruote grasse le velocita’ sono veramente elevate e con il solito tempo fai dei percorsi da sballo con minor tempo…..sono Franco da Siena ed ho 55 anni finiti ma le due ruote sono nel sangue fin da bambino…un saluto e buon pedalate a tutti

  6. Marco Sartori
    Marco Sartori dice:

    Ciao, anch’io sono 13 anni che mi sono avvicinato alla mtb, grazie ad alcuni miei e come mezzo per visitare le mie montagne (Altopiano di Asiago) e poi come agonista nel Gruppo Sportivo Esercito con il quale fino all’anno scorso partecipavo all’IMA Scapin e da quest’anno ho iniziato la preparazione per la gara a tappe del Rally di Romagna. Io il giro lo seguo da sempre forse più per emozionarmi nelle fasi di gara che per i paesaggi, per ammirare le maglie e apprezzare la forza di volontà, il coraggio e la determinazione, per capire le strategie, ma soprattutto perché una gara come il Giro d’Italia ti permette di vivere emozioni uniche… Quindi buon giro a tutti…

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