Biomeccanica & Salute: le risposte del Dott. Matteo Grilli

La Biomeccanica secondo l’enciclopedia Treccanica é “Branca della bioingegneria che si occupa degli effetti di forze interne ed esterne sull’organismo, sia in movimento sia in riposo.La biomeccanica applica le leggi della fisica allo studio del movimento e dell’equilibrio umano, indagando contemporaneamente sul comportamento e le proprietà (per es., resistenza meccanica dei tessuti) degli organi preposti a tale scopo. La biomeccanica trova applicazione nello sport, dove viene usata per migliorare le prestazioni ottenibili dagli atleti, in patologia, particolarmente in ortopedia e settori collegati, dove viene usata per studiare le cause di lesioni caratteristiche di discipline sportive diverse, incidenti automobilistici, ecc., e nell’industria, per migliorare schemi di lavoro e macchinari in funzione delle esigenze dell’organismo umano.”

Per capire meglio come la Biomeccanica influenzi la nostra vista di ciclisti ho fatto alcune domande al Dott. Matteo Grilli, titolare dello studio 8AM Centro Biomeccanico Funzionale assieme all’Ing. Alberto Rigato.

Michele: Dott. Grilli buongiorno e grazie per aver accettato questo intervista. Secondo lei quali sono gli elementi con cui un amatore, non un professionista, capisce che la posizione che ha in bici non va bene

Dott. Grilli: Non va bene nel momento in cui sorge un dolore

Michele: Dopo un tot di tempo, o dovrebbe sorgere subito?

Dott. Grilli: Le tempistiche variano da persona a persona, in base a quanto siano gravi i problemi posturali della persona al di fuori della bici. La bici innesca la scintilla del dolore.

Michele: Quali sono i dolori più frequenti che ha un ciclista posizionato male?

Dott. Grilli: Riguardano il livello muscolare oppure articolare e le parti più interessate sono colonna vertebrale, ginocchio, tendine d’Achille, cervicale, petto, spalle e lombari

Michele: L’intorpidimento delle mani?

Dott. Grilli: E’ causato da una posizione del capo che è sempre in iper estensione, questo provoca uno schiacciamento e una tensione a livello del tratto cervicale. L’intorpidimento delle mani è dovuto alle cervicali e al dolore che si irradia. E’ un effetto di una causa a monte.

Michele: L’intorpidimento delle punte dei piedi?

Dott. Grilli: Questo a monte è causato dall’innervazione del piriforme a livello del bacino e del gluteo, il piediforme è quel muscolo che ci consente di ruotare la gamba, è un muscolo molto piccolo e tronco attraverso cui passa un nervo che arriva fino alle dita dei piedi. Se questo nervo viene troppo sollecitato nasce questo formicolio dei piedi, che stanno a valle. E’ un po’ lo stesso discorso delle mani.

Michele: Secondo lei, tenendo presente un sistema semplice fatto da

  • dimensione del telaio,
  • altezza della sella,
  • arretramento della sella
  • e distanza del manubrio,

quale tra questi e’ il primo da prendere in considerazione quando si comincia ad avvertire un dolore?

Dott. Grilli: Proprio perché noi siamo un’unica catena sinergica muscolare, non c’è una vera e propria priorità. Una modificazione del tallone, per effetto dell’altezza della sella, ha ripercussioni sul tratto cervicale. Non è che se vado a muovere una cosa risolvo un problema in particolare.

Michele: Ma questi quattro elementi, secondo lei, in una rosa di percentuale di incidenza, hanno quindi lo stesso valore?

Dott. Grilli: Se l’imputato è il dolore, spostare il dolore che si manifesta in qualsiasi zona, è più facile intervenire sull’altezza sella, è più facile ma non è altrettanto alta la risoluzione dei problemi concentrandoti sull’altezza della sella.

Michele: In base alla sua esperienza, quanto spesso sbagliano i ciclisti a scegliere l’altezza del telaio?

Dott. Grilli: Sbagliano molto spesso. Porto un esempio che mi e’ capitato proprio oggi relativo alla scelta di una bici da strada. Un ciclista aloa 1,60 cm stava per acquistare una Pinarello che fa taglia 42 e non avrebbe acquistato una Specialized che fa taglia 49, facendosi condizionare dal numero assoluto della taglia. Le caratteristiche geometriche della Specialized 49 erano innegabilmente più adatte alla sua meccanica dell’altra bici.

Michele: Quindi lei mi sta dicendo che le persone sono condizionate dal brand e dall’estetica più che dalla geometria della bici?

Dott. Grilli: Ma non a caso ho detto Specialized e Pinarello, brand estremamente forti, non hanno bisogno di pubblicità. Non stiamo parlando di un telaio personalizzato di una sottomarca.

La taglia più piccola di uno di questi brand internazionali vede sulla Specialized un tubo piantone a 76 gradi, Pinarello a 74,4. Su un soggetto alto 1,60 corrisponde un’altezza sella di 61,5-62,5 corrispondono più o meno a 20-25mm di scostamento sul punto più alto di questa retta.

Michele: Quindi due telai di due misure nominali diverse possono con la differenza di poco più di un grado incidere nel sistema bici-ciclista di circa 2 centimetri nel punto più alto ma posso essere uguali nel punto di posizionamento ottimale per il ciclista, giusto?

Dott. Grilli: Esattamente. Se vado ad acquistare una bici piccola perché sono basso, e prendo in considerazione due marchi importanti, posso farmi ingannare dalle misure assolute o sul numero di taglia.

Michele: Beh anche qua c’è necessità di far formazione anche con l’aiuto di un negoziante che può aiutarci se ha le conoscenze tecniche.

Dott. Grilli: Un negoziante ha bisogno di supporto strumentale, senza quello una bici vale l’altra.

Michele: Ultima domanda: si ha sempre paura di andare dal dottore, indipendentemente dal disturbo. Quando è che, in base alla sua esperienza é consigliabile rivolgersi ad un biomeccanico o un posturologo? Quando una persona dovrebbe sentire un campanello d’allarme?

Dott. Grilli: Tutto sta nella sensibilità delle persone. Da me sono venute recentemente persone con una bici a pedalata assistita che dovevano fare il giro della Sicilia.

Cito questo esempio perche’ se io meccanicamente non pedalo bene anche se ho la pedalata assistita e vado in vacanza per due settimane rischio di tornare a casa che sto male e mi sono creato dei problemi non di poco conto.

In questo caso non è una questione agonistica, ma ludica, ovvero una vacanza in bici.

Queste persone tengono particolarmente alla loro salute e si sono fatte posizionare in sella alle loro e-bike.

Michele: Come cambia la necessità di essere posizionati correttamente al variare dell’eta? Nel senso, i 40 anni, i 50 anni ecc. rappresentano degli scalini in cui uno dovrebbe riposizionare la postura in sella o una volta che l’ha trovata sarà così per sempre?

Dott. Grilli: Sicuramente non si può andare contro l’avanzare dell’età.

Gli anni in più non ti rendono più flessibile e più forte, è fuori discussione.

Di conseguenza vale la pena rivalutare la posizione una volta all’anno anche all’interno della stessa stagionalità si può cambiare, così in fretta e non ce ne accorgiamo.

Finché il corpo è in grado di compensare non sentiamo dolore.

Personalmente ho visto schiene con scogliosi da paura, ma il ciclista non avvertiva dolore.

Persone praticamente perfette ma una virgola fuori posto, ma il corpo non riusciva a compensare, ed erano soggette a dolori forti.

Che tu abbia una forte problematica sulla colonna vertebrale e hai 60 anni ma riesci a compensare, sei in una posizione migliore rispetto ad un trentenne ove il fisico non è in grado di compensare gli squilibri posturali.

Chiaro che l’età che avanza non aiuta, ma all’interno della stessa stagione possono variare tante cose, come ad esempio abitudini di vita, di lavoro, di vita quotidiana e questo ti porta a modificare la posizione.

Michele: In effetti quando ci siamo sentiti tempo fa lei mi diceva che modificare il proprio lavoro incide in maniera enorme sulla postura.

Mi ricordo che mi faceva l’esempio del cambio di mansioni all’interno della stessa azienda.

Mi ricordo che in quella occasione mi aveva detto che se per esempio devo alzarmi più spesso dalla sedia o se devo fare le scale questo indice nella postura variandola.

Lo stesso vale se cambio auto, sedia, divano ecc. Giusto? Me lo può riconfermare?

Dott. Grilli: Certamente. Il ciclista si accorge se ha cambiato la sella, ma in realtà non si rende conto di altre variabili come il divano nuovo o la sedia dell’ufficio, una poltrona, situazioni dove una persona ci passa un discreto tempo.

Michele: Ok grazie mille. Credo abbiamo acceso qualche lampadina ai nostri lettori.

Abbiamo parlato di telai, di cambiamenti minimi e di mutamenti nella quotidianità.

La ringrazio per la sua disponibilità e spero di averla nuovamente qui MTB Passione per parlare di telai. Quindi arrivederci.

Dott. Grilli: Grazie a voi e arrivederci

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Classe 1976, sono un grande appassionato di Mountain Bike da oltre 15 anni. Sono papà, marito e manager e quindi il mio approccio MTB è di tipo scientifico perché mi trovo sempre nella difficoltà di coniugare la passione per la bici con gli impegni lavorativi e la famiglia.
2 commenti
  1. David
    David dice:

    Buongiorno
    Volevo farle una domanda. Io sono un amatoriale, ho 45 anni, leggermente in sovrappeso. Esco prevalentemente in fuoristrada ma anche su strada, sempre con una mtb. Dalla lettura dei post precedenti, mi rendo conto di avere tutti i sintomi descritti. Premetto che sono operato di ernia lombare l2 – l3. Di averne altre distribuite sia per la colonna vertebrale che per quella cervicale. Nonostante questo non riesco a stare lontano dalla bici. Ora le chiedo, non potendo rinunciarci, come posso ovviare ai dolori che provo quando vado in bici? Le mie uscite sono in media dalle 4 alle 5 ore ed oltre. È consigliabile una visita biomeccanica o posturale? Le chiedo di illuminarmi in merito. La ringrazio anticipatamente per la risposta e la saluto cordialmente.

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